Morini «bacchetta» il Festival per la ventiquattresima volta

È salito sul podio più prestigioso della canzone italiana, quello dell’Ariston di Sanremo, con la spilla argentata che raffigura l’immagine della Liguria appuntata sul risvolto dello smoking. Un modo luccicante e incisivo, quello di Massimo Morini, per affermare il suo essere ligure, anzi genovese, lui che da una vita è il faro dei «Buio Pesto», gente che di Genova e di genovesità se ne intende davvero.
Il cantante e leader del gruppo che ogni estate fa impazzire il pubblico delle piazze di paese, tra gag e canzoni in genovese non sempre al top dell’eleganza formale, anche quest’anno si è trasformato nell’aspetto (via i calzoni larghi e le magliette sformate) per calcare il palcoscenico del Festival. E Morini lo ha fatto per la ventiquattresima volta, per ventiquattro edizioni consecutive, un veterano ormai che può vantare ben cento direzioni, vero record di presenze nella manifestazione più «in» della musica italiana.
Quest’anno il Massimo di «sciu megu», «rumenta» e «palanche» ha indossato lo smoking del direttore d’orchestra per il giovane Stefano Centomo, mentre come direttore tecnico si prende cura dei «big» Paolo Rossi, Mango e Leda Battisti, oltre agli altri giovani Mariangela, Jasmine e la band degli FSC. E chissà che il suo curriculum di vittorie (1992 Luca Barbarossa, 2003 Alexia, 2004 Marco Masini), i suoi cinque secondi posti, i suoi quattro terzi posti e i tre premi della critica, possano quest’anno portare bene a qualcuno. A proposito di possibili vincitori, il mondo dell scommesse è in fermento per il continuo abbassarsi delle quote di Simone Cristicchi, che vede così aumentare la possibilità di affermarsi.
Ma torniamo alla spilla argentata, al «pin» che raffigura la Liguria, indossato da Morini. Immagini della nostra regione appaiono nel breve filmato che va in onda in queste serate di Festival. E le splendide vedute turistiche (la Regione è sponsor del Festival) sono accompagnate da un frammento di «Creuza de ma» tratto dall’album di Fabrizio De André e Mauro Pagani. Il filmato termina con l’headline «La Liguria è una bella canzone, rimane nel cuore».
Infine una nota di colore, e che colore. Ieri sera il fiore protagonista è stato il rosso papavero, mentre questa sera toccherà alla rosa la parte di profumatissima regina. Papaveri e rose comporranno i «quadri» che ornano i palchi di platea dell’Ariston. Buon Festival a tutti.