Morire di caldo per non ammalarsi d’amianto

Morire di caldo per non ammalarsi d’amianto. I dipendenti della Regione stanno vivendo un momento caldo sotto molti punti di vista. Intanto perché nei loro uffici, in particolare quelli di via d’Annunzio 111, 113 e 117, i responsabili dell’Arpal, agenzia regionale per l’ambiente, meno di un mese fa hanno trovato tracce di amianto intorno alle condotte dell’aria. In seguito a tale scoperta e in attesa di una bonifica dei palazzi (?), oggi l’amministrazione potrebbe decidere di non far accendere negli uffici impianti di condizionamento dell’aria né ventole e ventilatori di alcun genere per non «aggravare le condizioni di rischio», come si legge in una relazione ufficiale della Regione stessa. Secondo gli esperti dell’Arpal i monitoraggi effettuati nelle ultime settimane hanno dimostrato che i valori delle fibre disperse sono inferiori ai limiti previsti dalla legge. Ma i lavoratori non sono affatto tranquilli e gli ispettori della Asl stanno mettendo a punto un programma di interventi di bonifica dove i dipendenti regionali vogliono vedere chiaro, anche perché se dovesse partire la bonifica degli uffici dovrebbero essere spostati molti impiegati e dirigenti. E in questo caso vanno comunque garantite misure di sicurezza per chi resta negli uffici accanto.
Ma c’è di più. Nelle stanze «all’amianto» starebbero lavorando anche cinque dei direttori generali di Burlando (tra cui il responsabile dell’Ambiente) e l’assessore Ruggieri (delegato alTerritorio). Il timore è che il caso amianto in Regione venga trascurato: i lavoratori che si sono offerti di seguire i tecnici dell’Arpal nei sopralluoghi sarebbero stati invitati dall’alto più o meno ufficialmente a non occuparsi della vicenda. Così c’è già chi grida al pericolo di insabbiamento. A chiedere l’immediata bonifica è Gabriele Saldo consigliere di Forza Italia, che si domanda come mai i dipendenti non siano stati istruiti su come comportarsi nel frattempo.