Prima di morire malmenava gli anziani

Non ci sarebbe bisogno di aggiungere la mia indignazione alla moltitudine di lettere contrarie al cippo in memoria di Carlo Giuliani in piazza Alimonda, se non fosse che ho conosciuto il presunto «martire» e posso testimoniare quanto egli rappresentasse non i «ragazzi» di piazza Alimonda o di altri luoghi, ma la violenza contro i più deboli (mandò all’Ospedale Galliera, insieme ai suoi amichetti nullafacenti, un vecchietto genovese colpevole di avergli rifiutato l’elemosina) il disprezzo di ogni legge e norma del vivere civile e tutto quanto è bene non proporre ad esempio alle già abbastanza disorientate nuove generazioni. Nulla più delle circostanze della sua morte lo può testimoniare. Suggerisco alla famiglia (la quale peraltro, lui vivo, lo aveva cancellato ed emarginato) di erigere il cippo all’interno del cimitero dove è sepolto: sarà l’occasione per i suoi ammiratori ed estimatori di metter piede in un luogo sacro, una volta tanto non per distruggere, ma si spera per pregare quel Dio misericordioso che a tutti, anche ai peggiori assassini, ha promesso una speranza di perdono.