«Morire sotto un metrò? Non ci penso più»

Il treno le è passato sopra: «Un miracolo...»

«No, non lo rifarei più. Buttarsi sotto il treno della metropolitana è stato un gesto d’impeto, una decisione improvvisa, presa in un momento in cui mi sentivo particolarmente scoraggiata e, a dire il vero, non so spiegarne il motivo perché, da quando sono arrivata a Milano, il primo novembre scorso, qui ho passato solo giorni bellissimi... Non c’è stato un avvenimento, un fatto preciso, che mi abbia indotto a questo gesto. Semplicemente, a un certo punto, mi sentivo finita».
Manuela F. ha 32 anni. Capelli neri corti, viso pulito, parla con fatica dal suo letto del reparto di traumatologia del Niguarda. Da un’esperienza come la sua, di solito, non si esce vivi: qualche minuto dopo le 10 del giorno di Pasquetta, infatti, questa giovane veneta ha preso tutto il coraggio che aveva dentro (tanto, troppo) e dalla banchina della fermata della metropolitana Cairoli (linea rossa, la 1) all’arrivo del treno, si è lanciata correndo sulle rotaie. Un modo sicuro per farla finita: se non è il convoglio a travolgerti e a dilaniarti, di solito a mandarti all’altro mondo ci pensa l’alta tensione: basta toccare, infatti, con qualunque parte (...)