Il mormone Romney cita Kennedy «La religione non mi influenzerà»

Il candidato repubblicano: «In Europa chiese belle ma vuote»

da Houston

Bellissime, ma vuote. Utili solo per le cartoline. Così Mitt Romney ha descritto le cattedrali europee durante il discorso pronunciato ieri alla George Bush Presidential Library di College Station, in Texas. Una dura critica al modo di vivere la religione degli europei. Ma anche all’establishment religioso, che non favorisce la diffusione dei valori. «È quello che può succedere quando c’è una religione di Stato. Al contrario, nei Paesi musulmani ha portato alla violenza» ha dichiarato il candidato repubblicano alla presidenza statunitense, che è di fede mormone.
«Nel nostro Paese, Stato e Chiesa sono divisi, e a ragione. Nessuna religione dovrebbe guidare una nazione e nessuno Stato dovrebbe interferire con la libertà religiosa» ha dichiarato Romney. L’aspirante candidato ha affrontato anche di petto il difficile tema della sua confessione religiosa, promettendo che questa non influenzerà le sue decisioni politiche. Allo stesso tempo ha rivendicato con orgoglio il suo credo: alcuni miei sostenitori «vorrebbero che mi distanziassi dalla mia religione - ha detto - ma io non lo farò. Alcuni ritengono che questo affosserà la mia candidatura - ha proseguito -. Se hanno ragione, così sia».
Romney ha anche rievocato il discorso con il quale il futuro primo presidente cattolico John Kennedy assicurò che il Vaticano non lo avrebbe influenzato. «Una cinquantina di anni fa - ha detto - un altro candidato del Massachusetts spiegò di essere un americano che correva per la presidenza e non un cattolico che correva per la presidenza.... Come lui non definisco la mia candidatura con la mia religione. Una persona non deve essere eletta a cagione della sua fede, o respinta per questo».