La Moroni: il nuovo Garofano mai con la sinistra giustizialista

da Roma

È la lite del panettone, quella che s’è accesa nel Garofano. Bobo Craxi dice che i compagni ministri e sottosegretari quest’anno non mangeranno quello di Palazzo Chigi, Gianni De Michelis precisa che invece lo mangeranno e poi dopo si vedrà, Chiara Moroni rilancia che non solo il panettone ma pure il pandoro accetteranno, perché se «l’unità socialista» con lo Sdi non sarà possibile «al di fuori dei poli», allora «si resta nella Cdl, anche perchè il centrosinistra rimane giustizialista e con tutti i mali che gli abbiamo sempre rimproverato». Il giovane Craxi ha una visione opposta, vede già una lista unitaria non solo coi fratelli separati dello Sdi ma anche coi radicali, collocata però nel centrosinistra. E De Michelis è d’accordo salvo che per la «collocazione»: anch’egli pensa che l’alleanza col centrodestra abbia ormai esaurito la spinta propulsiva, ma prima di dichiararne l’impossibilità di ricarica aspetta l’anno prossimo, quando i sondaggi sull’esito delle elezioni saranno più affidabili.
Perché tante e così diverse letture di un documento approvato ier l’altro all’unanimità dal parlamentino interno? Donato Robilotta, estensore della mediazione, ha evidentemente lavorato troppo bene, accontentando tutti e lasciando libero ognuno di interpretar come vuole l’Odg. Poco male, in definitiva la questione dev’essere sciolta dal congresso, convocato per la fine di ottobre. Quel che per ora è chiaro e vede d’accordo tutti i petali del garofano è il no secco e deciso tanto al partito unico della Cdl quanto a quello dell’Unione, la fortissima invocazione per il ritorno al sistema proporzionale, e il fatto che nel frattempo non s’abbandonano i posti di governo.
Ovvio che gli altri socialisti salutino con gioia il passo del Nuovo Psi, Rino Formica dice che «si è aperta la strada dell’unità», e Ugo Intini sembra già propenso a mollare le suggestioni prodiane per il ritorno al tetto comune dell’internazionale socialista. Anche Francesco Cossiga, dice che «va benissimo» la confluenza «con gli ex socialisti dello Sdi», purché la restante sinistra, quella del Botteghino per intenderci, non finisca col «perseguitarli giudiziariamente e mandarli all’esilio» come già fatto con Bettino.