Moroni: la ricerca biomedica è in Italia vitale e competitiva

La ricerca biomedica italiana è vitale e competitiva a livello internazionale. A sottolinearlo è lo straordinario risultato emerso dalla prima edizione del Gilead Fellowship Program, un innovativo progetto a sostegno della ricerca etica e multidisciplinare nei campi dell’Hiv, epatite B e infezioni fungine. L’iniziativa (supportata da Gilead, azienda biofarmaceutica che ricerca, sviluppa e commercializza farmaci innovativi) lanciata sei mesi fa, ha raccolto ben oltre 100 progetti di ricerca, proposti da università, ospedali, Irccs, Asl, Associazioni di pazienti, Società scientifiche ed Istituzioni, presenti su tutto il territorio nazionale: 16 sono stati premiati (92 i ricercatori coinvolti, di età media sotto i 40 anni), 450mila euro sarà la somma che verrà assegnata.
«La Comunità scientifica nazionale ha presentato progetti validi e competitivi», ha affermato Mauro Moroni, presidente del Comitato di valutazione dell’iniziativa e professore ordinario di malattie infettive e tropicali all’università degli studi di Milano. Per le infezioni fungine è stato premiato un unico progetto, focalizzato sul miglioramento della diagnosi di queste patologie nei pazienti leucemici. Negli ultimi 50 anni l’incidenza delle infezioni invasive è aumentata dal 3 al 30 per cento. \