Morta accanto al feto Il marito: «Ecco perché l’avevo lasciata sola»

L’uomo interrogato dai Pm: «Ero partito con nostra figlia per farla partorire con tranquillità». Ma la moglie era deceduta da 7 giorni

Un coppia normale, riservata: lei molto graziosa, occhi chiari; lui sempre fuori durante la settimana. Solo alla domenica lo si poteva vedere quando portava fuori la bambina. Così i vicini di Carlo Raimondi, operaio di 40 anni, e Carmela Cilento, parrucchiera 38enne, ricordano i due coniugi. Nessun particolare, nessun dettaglio che riesca a strapparli dall’anonimato di un condominio di sei piani in via Fratelli Cervi 38, a San Giuliano Milanese.
L’altra sera, verso le 23, i vigili del fuoco, chiamati dai carabinieri, hanno sfondato la porta e trovato i corpi della donna e di un neonato appena partorito. Sono in avanzato stato di decomposizione, morti da almeno dieci giorni, tanto che il medico legale, non trovando segni di violenza, in attesa dell’autopsia, stila un referto in cui ascrive a una probabile emorragia il decesso della donna.
Tutto potrebbe essere chiaro, un terribile destino ha segnato la sorte della famiglia, se non fosse per un particolare: il marito non c’è, è assente, forse da un paio di settimane. In Svizzera, spiegherà più tardi, con la figlia di tre anni e mezzo. E solo ieri, dopo aver letto le notizie sui giornali, decide di farsi vivo con i carabinieri.
«Avevo portato via la bambina per lasciare tranquilla Carmela che stava per partorire il secondo figlio». L’uomo è poi rientrato nel tardo pomeriggio ed è stato sentito dal procuratore di Lodi, competente per territorio, e dai carabinieri. Un interrogatorio proseguito fino a tarda notte.
E mentre si cercano risposte alle tante inquietanti domande, anche i vicini si interrogano su quella normalissima famiglia, senza trovare risposte. Tanto per cominciare nessuno si ricorda bene quando siano andati ad abitare lì. «Almeno quattro, cinque anni» azzarda qualcuno, visto che la bambina non era ancora nata. Poi a parte i soliti «buon giorno e buona sera» non emergono particolari che possano inquadrare meglio la vita della coppia. Nessun litigio, niente grida, niente strepiti. Qualcuno parla di debiti, forse usura. Ma non sembra che i due avessero problemi economici. Certo una volta, durante una riunione di condominio, fecero storie per certe spese impreviste. Ma proprio in questi ultimi tempi lui sfoggiava un fuoristrada, che non è certo sinonimo di miseria.
Cosa può però indurre un uomo a lasciare la moglie alla fine di una gravidanza, portarsi via la figlioletta e non preoccuparsi di rientrare, se per una decina di giorni lei non dà segno di vita? Carlo Raimondi infatti si sarebbe limitato a un certo punto a chiamare i famigliari. Spiega che Carmela non risponde alle sue telefonate e li prega di andare a dare un’occhiata. I parenti vanno a suonare al campanello, senza risultato e alla fine decidono ad attivare i carabinieri. Da qui l’intervento dei militari della compagnia di San Donato, poi dei vigili del fuoco, infine la macabra scoperta.
Per il momento viene accreditata la morte per emorragia, per cui non c’è reato né indiziato. Tanto che non viene diramato un provvedimento di rintraccio dell’uomo. Sarà lui a farsi vivo a metà pomeriggio. Annunciando anche il suo immediato rientro. Ora è sotto interrogatorio, nella speranza che possa fornire tutti gli elementi per fugare ogni dubbio sulla tragica fine della moglie.