È morta Annie Girardot

Nata nel 1931 a Parigi, debuttò sul
grande schermo nel 1955. Dopo qualche film commerciale arrivò il successo con "Rocco e i suoi fratelli" di
Luchino Visconti (1960). Poi altri grandi successi. Nel 2003 scrisse un libro di memorie. Ebbe una figlia, Giulia, con Renato Salvatori<br />

Parigi - Dopo aver studiato al conservatorio, iniziò a lavorare di sera, alla fine degli anni ’40, nei cabaret parigini. Qualche anno più tardi, nel 1954, Annie Girardot (al debuto Girard) arrivò a teatro, alla Comedie Française, dove fu notata da Jean Cocteau (poeta, romanziere e drammaturgo francese). Due anni dopo il debutto sul grande schermo, in "Treize à table", per il quale vince il Prix Suzanne Bianchetti. Ma il successo arrivò grazie a Luchino Visconti, in "Rocco e i suoi fratelli". Oggi la grande attrice francese, da tempo malata di Alzheimer, si è spenta a Parigi. Quest'anno avrebbe compiuto 80 anni.

Lutto nel cinema E' morta all’ospedale Lariboisière di Parigi. Lo ha annunciato la nipote, Lola Vogel. Aveva raggiunto l'apice del successo nel 1960 per l’interpretazione della prostituta Nadia in "Rocco e i suoi fratelli", di Luchino Visconti. Tra i suoi film si ricordano, tra l’altro, "I compagni" (1963) di Monicelli, "La donna scimmia" (1964) di Ferreri, "Vivere per vivere" (1967) di Lelouch e "Metti una sera a cena" (1969) di Patroni Griffi. Nel 1977 ottiene il Cèsar Award come miglior attrice, per la sua interpretazione nel film "Docteur Françoise Gailland" di Jean-Louis Bertucelli.

Negli anni Settanta Partecipò ad altre pellicole come "Les feux de la chandeleur" di Serge Korber, "La Gifle" di Claude Pinoteau e "La Zizanie" di Claude Zidi.

Gli ultimi successi Nel 2002 viene premiata con il premio Cèsar per la migliore attrice non protagonista per il suo ruolo nel film "La pianistaì" di Michael Haneke, con il quale collaborerà di nuovo quattro anni dopo in "Niente da nascondere". Jean Cocteau l’ha definita "il più bel temperamento drammatico del dopoguerra". 

In un libro i ricordi di una vita Nel 2003, forse sentendo l’urgenza di afferrare i ricordi prima che scomparissero, l’attrice aveva pubblicato una appassionante biografia, "Partir, revenir", partire, tornare. Poi Giulia, la figlia nata dall’amore con Renato Salvatori, nel 2007 rivelò il dramma nel libro "La Memoire de ma mere" (La memoria di mia madre).

Il ricordo di Maselli "Una grande professionista impeccabile". Questo il ricordo di Citto Maselli che diresse la Girardot nel film "Il sospetto" del 1975. "Ha lavorato con i più grandi registi italiani e con tutti - ha aggiunto Maselli - è stata sempre all’altezza". Maselli ha detto di averla incontrata per l’ultima volta qualche tempo fa ad una cerimonia in ricordo di Marco Ferreri con il quale l’attrice fu protagonista straordinaria de "La donna scimmia".