È morta miss Moneypenny, fedele segretaria di 007

LondraSe n’è andata all’età di 88 anni e ormai era in pensione già da un bel pezzo. Ma per tutti, Dame Victoria «Paddy» Risdale era rimasta sempre miss Moneypenny, la segretaria di James Bond. Era lei ad aver ispirato il personaggio creato da Jan Fleming, quella signorina dolce e brusca allo stesso tempo, l’unica immune al fascino dello 007 più famoso del mondo e perciò quella che gli rimarrà accanto più a lungo.
Bond flirterà con lei platonicamente, lei lo coccolerà e lo proteggerà, gli sarà amica e mamma, sempre fedele. Nei romanzi di Fleming, Moneypenny potrà apparire un’innamorata senza speranza, ma nella realtà sembra non sia mai stato così. Dame Paddy e Jan Fleming furono colleghi ai tempi della Guerra, quando entrambi lavoravano nei servizi segreti della Marina. Lui era assistente del capo dei servizi e lei era la segretaria del capo, «la migliore» che si potesse desiderare. Molte delle sue caratteristiche reali appartengono senza dubbio al personaggio che lo scrittore ha più amato dopo Bond. La signora non ha mai negato d’essere la fonte d’ispirazione per il personaggio di Moneypenny, ma ha sempre smentito di aver avuto una relazione sentimentale con Fleming. A tutti coloro che le hanno chiesto come fosse il creatore di Bond, ha sempre risposto di non essersi mai fatta rapire dal suo fascino nonostante i suoi mille tentativi di sedurla. «Lui andava in missione, faceva qualcosa di coraggioso eppoi tornava portandomi calze di seta e rossetti - ha raccontato la signora alla rivista People - ma io l’ho sempre tenuto a distanza». Miss Moneypenny divenne ben presto un personaggio fisso nelle avventure cinematografiche di Bond, ma nei romanzi la sua parte è molto ridotta. È una signora molto per bene che non fuma, beve soltanto latte, possiede un barboncino e «avrebbe potuto essere desiderabile soltanto per chi avesse avuto occhi freddi, diretti e inquisitori». Una segretaria perfetta dunque, migliore di Lelia Poonsonby, aiutante personale di 007. Una donna «alta e scura, con una bellezza segreta e riservata e l’aria autorevole». La vera Lelia era in realtà un’amica di Fleming che poi diventò duchessa di Westminster.
A contendersi il ruolo di muse ispiratrici di Moneypenny, ci furono altre tre donne. La prima si chiamava Kathleen Pettigrew, assistente personale del capo degli MI6 descritta dai colleghi come una «formidabile signora dai capelli grigi con la mascella quadrata tipica delle navi da guerra». La seconda fu Vera Atkins, addestrata dallo stesso Fleming e che partecipò a importanti operazioni segrete. L’ultima era Margaret Priestley, che lavorò assieme a Fleming in una speciale unità dei servizi. Insomma lo scrittore non ebbe che l’imbarazzo della scelta quando si trattò di trovare una donna che rispondesse alle caratteristiche del suo personaggio, anche perché all'epoca i servizi segreti della Marina erano pieni di signore affascinanti. Il capo dell’intelligence infatti le assumeva di proposito nella convinzione che più erano belle, meno avrebbero voluto far colpo sugli uomini e di conseguenza sarebbero state meno inclini a spifferare i segreti del dipartimento. Moneypenny, di certo, non era una pettegola e anche per questo piaceva così tanto.