La morte di Bovio lascia sgomenta la città

Chi era fuori città è rientrato subito. Chi stava lavorando, invece, ha lasciato l’ufficio. Non si danno pace gli amici e i colleghi di Corso Libero Bovio. Sono attoniti, non riescono a capire quale ragione abbia spinto il giurista a togliersi la vita premendo il grilletto della Magnum 357 che teneva nel suo studio. Non era l’unica, aveva una passione per le armi. Tutte regolarmente denunciate, le teneva in via Podgora, nel suo studio. E proprio lì, oggi pomeriggio si è riunita la città. La Milano forense, ma non solo. «Sono corso nel suo studio, mi è sembrata l’unica cosa che ormai potessi fare - racconta il presidente dell’Unione camere penali Oreste Dominioni, con la voce roca di chi trattiene a stento le lacrime -. Lì ho incontrato i colleghi e ci siamo scambiati i sentimenti nel dolore dello sconcerto. Nessuno riesce a capacitarsi». Anche lui, che lo conosceva da decenni come amico e come compagno di tanti (...)