"Morte al dittatore": in Iran contestato Ahmadinejad

Tafferugli all'università di Teheran tra i sostenitori di Ahmadinejad e i suoi oppositori. Chiesta la liberazione di studenti e professori finiti in carcere per aver osato contestare il regime

Teheran - Gruppi di universitari che gridavano "morte al dittatore!" prima di un discorso del presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad nel campus dell’università di Teheran si sono scontrati oggi con gli studenti sostenitori di quest’ultimo. "Presidente rivoluzionario, noi ti appoggiamo", hanno risposto i filo-Ahmadinejad, che hanno cominciato a spingere e contrastare gli oppositori.

Ahmadinejad si trova all’Università di Teheran per parlare alla cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico. I tafferugli sono avvenuti prima dell’inizio dell’evento, quando, all’esterno, si sono fronteggiati giovani Basiji, cioè volontari delle milizie islamiche che sostengono il presidente, e i suoi contestatori. I primi innalzavano cartelli su cui era scritto, tra l’altro: "Mettiamo al bando il Tahkim americano". Cioè il Tahkim Vahdat, che è la maggiore organizzazione riformista studentesca. Dall’altra parte vi erano striscioni in cui si leggeva tra l’altro "Perché solo alla Columbia? Anche noi abbiamo domande da fare". Con riferimento ad una sessione di domande e risposte avuta da Ahmadinejad alla Columbia University di New York il mese scorso.

Gli studenti riformisti hanno anche chiesto il rilascio di tre loro colleghi del politecnico Amir Kabir di Teheran, in carcere per il contenuto di pubblicazioni studentesche di cui erano direttori, e il ritorno di alcuni docenti allontanati negli ultimi anni. Nei giorni scorsi in un comunicato il Tahkim Vahdat ha sottolineato le cifre di quelli che ha chiamato "i diritti calpestati degli studenti" nei due anni da quando Ahmadinejad è presidente: 43 organizzazioni e centri culturali studenteschi chiusi, 70 giovani attivisti arrestati e altri 550 convocati davanti ai comitati disciplinari delle Università. "Molti - aggiunge l’organizzazione - sono stati privati delle possibilità di istruzione".