La morte di un eroe fra troppe ipocrisie

Il dibattito su Giuliana Sgrena appassiona da tempo i nostri lettori, fin dal giorno del suo rapimento e della sua tragica liberazione. Riportiamo di seguito alcuni interventi mai pubblicati al proposito.

Egregio direttore, alla fine degli anni ’70 aveva lavorato presso la squadra mobile di Genova contro la delinquenza comune e politica il dirigente del Sismi Nicola Calipari, ora è tornato in una bara avvolta dal tricolore in Italia per aver protetto con il suo corpo l’ostaggio che da poche ore era stata liberata mentre si stavano recando all’aeroporto di Bagdad per il rimpatrio. Nessuno saprà mai l’identità degli assassini: terroristi islamici, baathisti, affiliati, fiancheggiatori o simpatizzanti di Al Qaida, integralisti religiosi sciiti e sunniti: l’opinione pubblica verrà lasciata libera di scegliere tra queste opzioni; oppure il «fuoco amico» voleva eliminare una testimone scomoda che avrebbe potuto o che potrebbe rivelare particolari imbarazzanti?
Qualcosa di questa vicenda ci porta alla morte a Ramallah, nel 2002, del fotoreporter italiano Raffaele Ciriello, una vittima troppo presto dimenticata. Alternativa sociale - Lista Alessandra Mussolini inchina le proprie bandiere nel ricordo dell’estremo sacrificio di Nicola Calipari ribadendo il proprio dissenso a una «guerra sbagliata» verso la quale nessun ruolo possono rivendicare i «marciatori pacifinti» e nemmeno le opposizioni. Ogni giorno muoiono iracheni, ogni giorno una terra è calpestata da soldati «liberatori»: le stragi e gli eccidi di Biscari Piano Stella ci devono fare ancora meditare!
Distinti saluti.
Dir. prov. Alternativa sociale
Lista A. Mussolini
Gentilissima signorina Sgrena, provo un senso di nausea ascoltando le parole del suo compagno! A tanto arriva l’odio per gli americani e per la democrazia? Non solo l’abbiamo vista piangente, ma anche china a chiedere aiuto, prostrata e impaurita, elemosinante e niente traspariva in quel momento della donna che ci avevano a lungo, troppo a lungo propinato nei tg. I suoi compagni e lei non demorderanno nel loro spudorato antiamericanismo, lei ha fatto iniziare consapevolmente una spirale di odio che porterà a fatti gravissimi, che saranno addebitati a tempo giusto tutti alla sua coscienza.
I suoi amici Resistenti irakeni le hanno detto che gli Americani la volevano morta? Certo lei crede maggiormente a chi l’ha rapita ed allora è chiaro che lei sapeva che i suoi amici rapitori non l’avrebbero né uccisa né trattenuta a lungo, o in caso contrario se li ritiene davvero rapitori non può dar adito a queste affermazioni, dato che sono dei delinquenti. Delle due una è un bluff, e comunque lei sta al bluff. Ringrazio le donne Irakene che hanno trovato il coraggio di votare... loro sì che hanno avuto coraggio, e dico a tutte loro: non date retta agli italiani che seminano odio e rancore verso gli Alleati perché è proprio di loro che dovete aver paura, perché sono loro che aiutano i terroristi ad uccidere i vostri figli, i vostri nipoti e a spezzare le vostre famiglie.
Improvvisamente mi sono resa conto che l’America ha paura della Sgrena! Porca miseria la Sgrena è un pericolo grosso per la grande nazione americana... mi hanno riferito che al solo nominarla Bush e la Condoleza Rice tremano... È molto incoraggiante avere tali personaggi nella nostra Italietta composta da persone così.. per esempio falsi giornalisti, conduttori televisivi imbottiti di nulla, scrittori triti e ritriti,... ma ecco miracolosamente apparire come per incanto un fantasma la Sgrena che fa paura all’America, ragazzi che forte... che forte... che forte... Siamo sicuri che dietro di lei non ci sia la Cia? E blaterando blaterando sarà votata e ari-votata dai comunisti nostrani perché è l’unica persona che fa paura all’America... mica storie...
Personalmente la mando a quel paese, mi dispiace per Busch che dovrà fare i conti con un personaggio del genere... Complimenti per la sceneggiata, per le sciocchezze scritte e per il sol dell’avvenire.
Giusy Monti