«La morte di Gabo estranea al calcio»

«Mi aspetto una presa di coscienza dei tifosi e un comportamento irreprensibile». Lo ha detto Cristiano Sandri, fratello di Gabriele, il tifoso ucciso nell’autogrill di Arezzo. Tale comportamento deve servire, secondo Sandri, «proprio per evitare strumentalizzazioni». In serata, intervistato dal Tg1, ha parlato uno degli amici di Gabriele, Marco, 19 anni, il ragazzo che guidava l’auto in cui Gabo fu ucciso: «Quanto accaduto non c’entra niente con il calcio... la cosa che più mi ha fatto male è stato associare Gabriele e noi ai teppisti». E sulla morte dell’amico: «Ho sentito un tonfo e il suo respiro affannoso. Non abbiamo capito che c’era stato uno sparo, per questo abbiamo proseguito fino all’altra uscita. E lì, lui è morto fra le nostre braccia... senza un motivo».