La morte di Pirelli, industriale e gentiluomo

Milano - È morto nella sua stanza da letto, a metà pomeriggio. Nella casa di Portofino c’erano i collaboratori familiari che hanno subito avvertito i parenti e il medico. A 81 anni Leopoldo Pirelli era, uno dei grandi vecchi dell’economia italiana, uno dei protagonisti di una stagione (insieme a Gianni Agnelli, di cui oggi ricorre il quarto anniversario della morte), quella del boom economico e degli anni Settanta, che ha contribuito in maniera decisiva a formare il volto sociale ed economico della Penisola. Da tempo ammalato, era presidente onorario della società che porta il nome di famiglia. Appena saputo della sua morte i familiari sono accorsi nella villa sul promontorio di Portofino. Da Milano è subito tornata la compagna, l'editrice Rosellina Archinto. Nella villa è rientrata in fretta anche la figlia, Cecilia, che negli ultimi giorni si era fermata in riviera per stare vicina al padre. In serata sono arrivati alcuni tra i nipoti: Giovanni Tronchetti Provera, figlio di Marco Tronchetti Provera e di Cecilia Pirelli e le sue sorelle. Unanime il cordoglio del mondo dell’economia, ma non solo. Il presidente Napolitano ha mandato un messaggio in cui ha sottolineato il ruolo «altamente significativo per lo sviluppo economico e sociale del Paese» svolto da Leopoldo. Giampiero Pesenti, numero uno di Italmobiliare, ha sintetizzato il pensiero di molti colleghi: «Ha onorato con la sua attività l'imprenditoria italiana».