Morte in porto, c’è già un indagato

Il clima, in porto, resta teso. Durante un’agitata assemblea, un gruppo di camalli della Compagnia unica lavoratori merci varie (Culmv) aveva proposto di occupare il palco dell’Ariston di Sanremo per chiedere norme più severe in fatto di sicurezza nei posti di lavoro, ipotesi poi scongiurata. Intanto, una persona è stata iscritta nel registro degli indagati per la morte di Fabrizio Cannonero, il portuale della Culmv deceduto la notte tra giovedì e venerdì cadendo dalla nave sulla quale stava compiendo le operazioni di «derizzaggio» per lo scarico di container. Il pm Walter Cotugno affiderà domani alle 13 l’incarico per l’autopsia. Non si sa, al momento, il nome della persona iscritta nel registro degli indagati, anche se si ipotizza che si tratti di qualcuno direttamente coinvolto nelle operazioni o responsabile delle misure di sicurezza a bordo. Non è neppure escluso che altre iscrizioni nel registro degli indagati possano seguire nei prossimi giorni.
Solo dopo l’autopsia il magistrato potrà concedere il nulla osta per i funerali che vedranno la partecipazione dell’intera città. Per quel giorno i sindacati hanno infatti dichiarato uno sciopero generale, mentre il sindaco di Genova Marta Vincenzi ha preannunciato nella stessa giornata una riunione dei sindaci delle città portuali italiane e dei vari presidenti delle autorità portuali.
Anche il Festival di Sanremo si è fermato per ricordare le vittime sul lavoro. I camalli, come detto, avevano minacciato di occupare il palco dell’Ariston. Poi il console della Culmv, Davide Batini, e l’assessore al Lavoro della Regione, Enrico Vesco, sono riusciti a calmare gli animi.
Per tutto il giorno, ieri, sono stati bloccati i traffici in porto e il traffico passeggeri dei traghetti, provocando code di tir nelle autostrade e strade di accesso al porto e proteste dei viaggiatori. Sono stati incendiati dei cassonetti.