La morte da romanzo noir di Tino, gentiluomo mite

Ma cosa sta succedendo su questa scogliera tanto affascinante quanto piena di dolore? Cosa sta succedendo su questo mucchio di scogli che hanno raccontato la storia di trent’anni di mondanità? Una maledizione? L’avverarsi di una terribile leggenda di morte? Prima lui, Tino, l’amico di sempre che scompare sotto un’onda di morte (lui, uno semplice, sereno, mite, il simbolo di una vita normale, da vivere con gusto, con stile, con amore, con amicizia) quasi eroico protagonista di «un feuilleton» alla Scerbanenco. Appena dopo il suo «angolo del sogno», la sua creatura, il suo «Schooner» accarezzato come un gioiello per trent’anni, viene bruciato quasi a voler annullare tutto e tutti di una straordinaria, bellissima avventura di vita.
A volte il destino, maledettissimo, si accanisce contro chi ama semplicemente la vita, senza chiedere mai niente (come ha fatto Barbera) mentre gratifica spesso i violenti, gli aggressori, i malvagi. Malvagi come coloro che hanno dato fuoco di notte alla discoteca sul mare: che destino davvero! Acqua e fuoco, insieme come in un patto infernale per infierire su una persona bella e buona.
Tino era un vero «gentiluomo» del divertimento. Qualcuno lo ha definito «impiegato della notte». Forse non lo conosceva bene: non era un impiegato, ma un vero creativo della notte. Inventava, anticipava, organizzava, con mille idee sempre movimentatissime nella sua testa: dagli anni ruggenti del «Campus Concert» con gli inseparabili Piero Costa e Gian Sanguineti, ai tempi delle grandi scoperte che si chiamavano Patty Pravo (ancora per il popolo Nicoletta Strambelli), Battisti, Ornella Vanoni, Domenico Modugno.
Alle straordinarie iniziative sul mare e sulla neve dalla Baia delle Favole alle montagne di Cervinia. Dall’Ariston, alle Piscine dei Castelli, dall’Etoile, al Cristallino, all’Even (quanti ricordi, amico Tino, in quel Cielo Alto con la tua inseparabile, adoratissima Anna splendida creatura, angelo custode insostituibile). E ancora: dalla Costa del Tigullio alla Costa Smeralda. Non è vero, come ho letto, che ha inventato il Billionaire. Ma è stato invece l’iniziatore di quel tipo di locale: si chiamava la «Madrugada» (nome scelto dalla sua Anna che ricordava la rosa che, nello Sri Lanka, sboccia a mezzanotte) solo dopo anni arrivò Briatore. Tino molto prima di Flavio. Solo ricordi, mille ricordi, ahimè col magone in gola per come sono tutti affogati in quell’onda maledetta in quella terribile tempesta di primavera. E bruciati inoltre nel fuoco voluto da qualche mente malvagia. Ma forse qualcuno, passata la bufera farà riesplodere lo «Schooner», la discoteca-mito, il «santuario» dell’onesto peccato, come ebbe una notte a definirlo così proprio lui, Tino Barbera caro indimenticabile amico.
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