Morti bianche, cancelli bloccati all'Ilva

Braccia incrociate degli operai dello stabilimento di Taranto. Il primo turno, quello delle 7, non è ancora cominciato. Centinaia di lavoratori protestano per la sicurezza dopo la morte dell'operaio albanese di ieri

Taranto - Centinaia di lavoratori delle ditte dell’appalto dell’Ilva di Taranto questa mattina hanno bloccato i cancelli delle portinerie-imprese dello stabilimento per richiamare l’attenzione sulle condizioni di sicurezza all’indomani dell’incidente costato la vita a Gjoni Arjan, di 47 anni, di nazionalità albanese, che lavorava per una ditta in appalto per l’Ilva di Taranto. L’uomo aveva riportato gravissimi traumi al torace e alle gambe per la caduta da una passerella a 15 metri da terra mentre stava lavorando all’assemblaggio di strutture metalliche ed è morto nella tarda serata di ieri. Il primo turno di lavoro, che avrebbe dovuto cominciare alle 7, per i lavoratori dell’appalto-Ilva non è ancora cominciato.