Morti bianche, vittima un operaio edile di Andria

Dopo un volo di 7 metri l'uomo è morto mentre veniva trasportato in ospedale. I carabinieri stanno accertando le modalità dell'accaduto: dubbi sull'allacciatura dei ganci

Andria - Un operaio edile di 42 anni è morto ad Andria cadendo da un altezza di circa sei metri. L’uomo, che era dipendente di un’azienda a conduzione familiare, stava lavorando a una trave, quando -per cause in corso d’accertamento dei carabinieri - ha perso l’equilibrio ed è precipitato. L’operaio è morto mentre veniva trasportato in ospedale.

Un volo di sette metri Si chiama Agostino Lorusso. Ed è precipitato da un’altezza di sette metri mentre era al lavoro in un cantiere edile nella zona Pia della città, quella degli insediamenti produttivi. Era occupato in un cantiere per la realizzazione di un opificio a piano terra e di una annessa abitazione al piano superiore. La ditta titolare del cantiere è la "Cantalupo" di Andria, ma Lorusso era stato assunto da una ditta in subappalto, il cui titolare è suo padre, Michele Lorusso.

Le indagini dei carabinieri I carabinieri stanno svolgendo indagini per accertare le modalità dell’accaduto: stanno verificando se Agostino Lorusso fosse privo di casco e cinture, di cui non v’è traccia nel cantiere e anche se il parapetto trovato nel punto dal quale il giovane è precipitato sia stato montato solo successivamente alla sua caduta. A destare dubbi - a detta di Benedetto Zinetti, dirigente dello Spesal, l’ufficio per la sicurezza sui luoghi di lavoro della Asl Bat - è il fatto che i chiodi che uniscono le travi di legno all’impalcatura metallica non siano girati a chiudere, come un gancio, gli angoli di allacciatura.