Morti sulla A14 tre soldati di ritorno dal Libano

Colpo di sonno del conducente, i soldati si sono schiantati contro un tir in sosta sull'autostrada tra Termoli e Poggio Imperiale. Erano partiti da Pordenone, dov'erano di stanza come artiglieri. Tutti e tre erano originari del Barese

Roma - Tre militari di ritorno dal Libano sono morti in un incidente stradale poco prima dell’alba sull’autostrada A14 in direzione sud, al confine tra Molise e Puglia. I tre erano a bordo di una Renault Scenic che è finita sotto un tir in sosta. Lo scontro è avvenuto tra Termoli e Poggio Imperiale, in direzione Bari. In servizio al 135° Reggimento Artiglieri Friuli di Maniago (Pordenone), i tre erano partiti ieri sera con una vettura presa a noleggio, e indossavano ancora la divisa quando l’auto su cui viaggiavano, probabilmente per un colpo di sonno del conducente, ha tamponato un camion fermo in una piazzola di sosta. L’impatto è stato violentissimo e i tre militari sono morti sul colpo.

Unifil Erano giunti a circa metà della loro missione in Libano i tre militari morti la scorsa notte nell’incidente stradale sull’A14. Lo si è appreso da fonti del Comando della caserma "Baldassarre" di Maniago (Pordenone), dove le tre vittime prestavano servizio. Partiti alla volta del Medio Oriente a metà ottobre, i tre erano rientrati in Italia, in aereo, ieri sera, per trascorrere una licenza di una decina di giorni in Puglia. Appena sbarcati all’aeroporto di Trieste-Ronchi dei Legionari (Gorizia) avevano noleggiato la Renault Megane per raggiungere direttamente le località di origine, senza passare per la caserma.

Le vittime La notizia ha raggiunto stamani i commilitoni di Maniago, che hanno organizzato una breve cerimonia di suffragio. Il tenente Stefano Brocolini, di 25 anni, nato e residente a Trani (Bari), che era alla guida della vettura, era arrivato in Friuli circa un anno fa e aveva mantenuto il domicilio all’interno della caserma maniaghese. Celibe, aveva una sorella, ufficiale dell’esercito, attualmente impegnata in un corso di specializzazione negli Stati Uniti. Il sergente Carmine Genovese, 31 anni, nato a Bari e residente a Valenzano (Bari), era giunto alla Baldassarre da alcuni mesi e aveva eletto domicilio a Fanna (Pordenone), a pochi chilometri dal luogo di lavoro. Celibe, proveniva da Torino e aveva alle spalle già altre importanti missioni internazionali. Il caporalmaggiore Luigi Squeo, 27 anni, nato negli Usa e residente a Molfetta (Bari), era un volontario in ferma prolungata. Celibe, domiciliato in caserma, abitava a Maniago già da alcuni anni. Per ricordare le tre vittime, domani sarà officiata una messa dal cappellano militare e una folta rappresentanza del Battaglione Ariete presenzierà ai funerali.