Morto a 86 anni Misha Seifert, il «boia di Bolzano»

Roma È morto la scorsa notte nell’ospedale di Caserta, dov’era ricoverato da alcuni giorni, l’ex caporale delle SS Michael “Misha” Seifert, meglio conosciuto come il boia di Bolzano. La notizia è stata confermata dal suo legale, l’avvocato Paolo Giachini. A parte Erik Priebke, Seifert era l’unico criminale di guerra nazista condannato all’ergastolo che stava scontando la pena in Italia. Seifert era detenuto da due anni nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere, dopo l’estradizione dal Canada. Aveva 86 anni ed era caduto in carcere, la notte del 25 ottobre scorso, rompendosi un femore. La sua morte sarebbe dovuta a complicazioni seguite a quell’incidente.
Nato a Landau, in Ucraina, Misha Seifert era stato condannato all’ergastolo, nel 2000, per i crimini compiuti nei campi di Fossoli, presso Carpi, e di Bolzano. Riparato a Vancouver, in Canada, dal 1951, l’ex SS era stato estradato in Italia il 15 febbraio 2008.
Tra i detenuti torturati da Misha Seifert nel lager di Bolzano c’era stato anche Mike Bongiorno, arrestato all’epoca a Milano con l’accusa di aver fatto parte della Resistenza. Era stato lo stesso presentatore televisivo, scomparso lo scorso anno, a ricordare, in diverse occasioni, questo momento della sua vita ed il suo incontro con il caporale delle SS.