Morto dopo 9 anni di coma: nessuno lo ha mai cercato

Allora ventenne, fu coinvolto in una rissa e scaricato davanti al pronto soccorso. Sarà sepolto tra i senza nome

Giorgio C. Morelli

da New York

È morto solo e dimenticato, senza un parente, senza un amico e senza identità, dopo nove anni di coma all'Albert Einstein Hospital del Bronx. Una storia triste e sconcertante che non ha precedenti pure in una città come New York e una nazione vasta gli Stati Uniti. Questo uomo di colore senza nome, che i medici e gli infermieri chiamavano Henry, era stato lasciato nel luglio del 1996 in fin di vita e senza conoscenza dopo una rissa in una strada del Bronx, nei pressi dello Stadio Yankee. Aveva allora circa venti anni, indossava una camicia a strisce verticali, pantaloni rosse e scarpe Adidas. Non aveva nessun documento addosso, neanche il portafoglio che sicuramente gli era stato derubato o sottratto per renderne difficile la sua identificazione.
Tutti i quotidiani newyorkesi hanno pubblicato diverse volte la storia e la foto di questo uomo senza nome che ha trascorso ininterrottamente nove anni e cinque mesi nel reparto di rianimazione dell'Einstein Hospital. Non solo le televisioni locali, ma anche la trasmissione più seguita e popolare d'America, «Most Wanted» (per intenderci il «Chi l'ha visto» americano), ha più volte raccontato la storia di questo ragazzo di colore pestato a sangue in uno dei quartieri più pericolosi del Bronx, quello di Morris Park, che prima il sindaco Giuliani con mano pesante e poi l'attuale primo cittadino Bloomberg, in maniera più soft, hanno ripulito da gang e spacciatori trasformando ora questa zona in una delle più belle, sicure e verdi della Grande Mela. Nonostante le diverse puntate della famosissima trasmissione e numerosi detective della polizia newyorchese, i quali hanno dedicato migliaia e migliaia di ore del loro tempo libero per indagare sul «caso Henry», nessun indizio importante è mai venuto alla luce in questi nove anni.
Così «Henry» da quell'estate di nove anni fa è rimasto senza nome e identità in coma profondo e la notte di lunedì è morto solo e dimenticato, accudito e curato da infermieri e medici dell'Einstein Hospital i quali mai e poi mai hanno pensato di staccargli la spina del respiratore. Di nuovo i quotidiani newyorkesi hanno dedicato ieri ampio spazio alla sua scomparsa e anche le televisioni locali hanno mandato in onda alcune foto ricostruite al computer dalla polizia scientifica di come doveva essere stato circa 9 anni fa, prima di essere pestato a sangue e sfigurato. Ora le autorità newyorkesi aspetteranno una settimana esatta, come prescrive la legge, e poi il suo cadavere sarà sotterrato nella fossa comune dei morti senza nome.
In un'area metropolitana come quella di New York, che conta circa 15 milioni di abitanti oltre a un milione di clandestini soprattutto messicani, sono diverse le fosse dei morti sconosciuti, poiché ogni anno circa seicento sono i cadaveri (per lo più di barboni) che vengono sotterrati senza essere identificati. Anche nel crollo delle Torre Gemelle si calcola che furono circa un centinaio le vittime mai identificate, per lo più lavoratori clandestini messicani e ispanici, addetti alle pulizie dei vari bar e ristoranti.