Morto Cavallo, l’«avanguardista»

Il poeta Franco Cavallo, rinnovatore della lezione delle avanguardie storiche del primo ’900, è morto a 76 anni. Le sue ceneri sono state tumulate nella tomba di famiglia nel cimitero di Marano (Napoli). Cavallo si è sempre collocato sulla scia delle avanguardie storiche. Frequente è stato il suo ricorso alla misura breve del frammento, come attestano anche i titoli di alcune raccolte, tra cui spiccano per sperimentalismo Paesaggio flegreo (1957), Reliquia marina (1959), Fètiche (1969), L’alfabeto dei numeri (1981), Nuove Frammentazioni (1999). Nato a Marano il 3 gennaio 1929, Cavallo è stato poeta ma anche narratore. Nel 1966 ha fondato il premio Argentario, che ha visto tra i vincitori Franco Fortini, Andrea Zanzotto, Tonino Guerra, Amelia Rosselli, Antonio Porta e Alberto Moravia. Nel 1968 è stato tra i fondatori di Ant. Ed., un foglio letterario di ispirazione avanguardistica. Nel 1972 fonda e dirige, per oltre un ventennio, Altri termini (la rivista che ha costituito la fucina dello sperimentalismo napoletano) e nel 1979 i quaderni di Colibrì. Nella narrativa ha pubblicato Festival (1982), La forma buia del vento (1983), Le memorie del professor Zarathustra (1989) e Racconti volanti e altri racconti (1996).

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