Morto D’Amico regista e scrittore

da Roma

È morto ieri a Roma, all’età di 83 anni, il regista Luigi Filippo D’Amico. Giornalista, pittore, scrittore, sceneggiatore: in oltre mezzo secolo di carriera si è mosso ecletticamente dal teatro al cinema, dalla tv all’arte contemporanea, dalla letteratura alla radio. Nato a Roma nel 1924, ha esordito giovanissimo come giornalista. Le prime esperienze le fa in teatro lavorando come assistente di Luchino Visconti (per il quale recita, in un piccolo ruolo, in Bellissima). Debutta nel cinema in pieno neorealismo, come aiuto regista e sceneggiatore, scrivendo film come Roma città libera di Pagliero, Altri tempi di Blasetti e Processo alla città di Zampa. Il passaggio alla regia avviene nel 1955 con Bravissimo, interpretato da Alberto Sordi, un attore che in quindici anni torna a dirigere nell’episodio Guglielmo il dentone nel film I complessi (1965), nell’episodio Il marito di Roberta in I nostri mariti (1966) e in Il presidente del Borgorosso Football Club (1970).
Fra gli altri suoi film ci sono: Noi siamo le colonne (1956); la commedia multietnica Akiko (1961) e il corale Mariti a congresso, con Walter Chiari, Paolo Ferrari e Bice Valori, dello stesso anno. Anche se la pellicola a cui era rimasto forse più legato, è Amore e ginnastica (1973), tratto da un racconto di Edmondo De Amicis, con Adriana Asti, Senta Berger e Lino Capolicchio. Sempre negli anni ’70 dirige Lando Buzzanca in Il domestico (1974), L’arbitro (1974) e San Pasquale Baylonne protettore delle donne (1976), la sua ultima regia cinematografica.
D’Amico lavora molto anche per la tv, dove ha modo di esplorare il suo amore e la sua conoscenza dell’opera di Pirandello (che ha anche frequentato da giovane e di cui ha sposato una nipote, Lietta Aguirre), dirigendo nel 1967 Il mondo di Pirandello in cinque puntate e firmando le regie televisive di Vestire gli ignudi (1979) e In silenzio (1981).