Morto De Rosa, lo storico dei cattolici

È scomparso, all’età di 92 anni, lo storico del
movimento cattolico Gabriele De Rosa (<em>nella foto, con Ciampi</em>). Nato il 24 giugno 1917 a Castellammare di Stabia, era stato anche
senatore (1987-’92) e deputato (1992-’96) prima per la Dc e poi il Ppi

Roma - È morto, all’età di 92 anni, lo storico del movimento cattolico Gabriele De Rosa (nella foto, con Ciampi). Nato il 24 giugno 1917 a Castellammare di Stabia, era stato anche senatore (1987-’92) e deputato (1992-’96) prima per la Dc e poi il Ppi.

Gabriele De Rosa confessò di aver ritrovato fiducia nella «nostra civilità» leggendo - appena tornato dalla guerra in Africa - il saggio di Croce "Perchè non possiamo non dirci cristiani". Una sorta di viatico che accompagnò tutta la sua produzione successiva di studioso di storia del movimento cattolico e di storia politica ed economica dell’età contemporanea. De Rosa è stato un profondo innovatore della metodologia di ricerca sulla storia religiosa: non a caso tra le sue opere principali ci sono "Storia dell’Italia regiosa", pubblicata in tre volumi da Laterza, e "Storia del movimento cattolico", sempre per Laterza.

Nato a Castellammare di Stabia (Napoli) il 24 giugno del 1917, De Rosa - lauretao in Giurisprudenza - suguì la sorte di moltissimi altri giovani italiani che andarono in guerra: a lui capitò il fronte nordafricano sul quale decenni dopo pubblicò da Donzelli un taccuino militare intitolato "La passione di El Alamein2. In esso rivendicò «l’amor di patria» che - scrisse - continuò ad essere vivo «nella guerra di Liberazione, nella Resistenza e nella fondazione della Repubblica».

Nel 1958 vinse il concorso per la prima docenza di storia contemporanea in Italia, disciplina che successivamente insegnò nelle università di Padova, di Salerno (di cui è stato rettore) e di Roma. Particolarmente attento alla genesi del movimento cattolico, ha imperniato molte delle sue ricerche sulla figura di don Luigi Sturzo. Del resto l’anziano sacerdote era stato per lui, a partire dal 1954, un aiuto prezioso per la preparazione del libro sulla storia del movimento cattolico.

L’opera - che va dal periodo della Restaurazione alla prima guerra mondiale, alla nascita del partito popolare - ha come filo conduttore la storia del cattolicesimo intransigente. Segna inoltre uno spartiacque fra la concezione di una storia ancora prevalentemente politica del cattolicesimo italiano e l’incontro con una «storia minore», attenta alla religiosità quotidiana, che caratterizzerà inoltre la fase successiva del lavoro di De Rosa. In questo filone si inserisce ad esempio il libro "Vescovi, popolo e magia nel sud" (1971).

Autore anche numerosi manuali per le scuole medie e superiori, il suo nome è però legato alla biografia di don Sturzo e ai saggi su De Gasperi. Una passione civile che lo contraddistinse nei suoi due mandati da parlamentare: il primo nel 1987, il secondo nel 1992, entrambi per le forze cattoliche (Dc e Ppi), lui che si era iscritto durante la Resistenza al Pcim e aveva anche lavorato all’Unità. Fondatore del centro studi per la storia religiosa del Veneto è stato per molti anni presidente dell’Istituto Sturzo. Per anni si è battuto perchè la carestia che nel 1932-33 affamò l’Ucraina con milioni di vittime, che faceva risalire alle teorie genetiche di Lysenko, fosse annoverato tra i crimini di Stalin e iscritto nel libro nero dei genocidi commessi nel XX secolo.