Morto durante l’arresto: non è stata colpa della polizia

MilanoL’autopsia eseguita ieri mattina sul corpo di Michele Ferrulli ha confermato quanto già emerso dall’ispezione esterna: nessun segno di percosse mortali. Dunque la morte durante il suo arresto, non sarebbe dovuta a quel «selvaggio pestaggio» di cui parlano moglie e figli ma una probabile complicazione cardiocircolatoria. Lo conferma l’avvocato della famiglia, che però parla anche di traumi alla testa e fratture alle costole. Compatibili però con il massaggio cardiaco praticato dai soccorritori, come hanno spiegato ieri al pm. Oggi dovrebbe toccare ai quattro agenti che venerdì scorso avevano cercato di ammanettare l’uomo e ora sono indagati per «omicidio preterintenzionale».
La sera del 1° luglio molti residenti chiamarono il 113 per segnalare tre persone che schiamazzavano in via Varsavia, estrema periferia est di Milano. All’arrivo della prima volante i tre mostravano un «atteggiamento ostile» e il capo pattuglia chiamò rinforzi. E proprio in quel momento Ferrulli, 51 anni, qualche precedente per lesioni, grande e, soprattutto, grosso avrebbe tentato di aggredire l’agente. Ne seguì una mischia terminata con l’uomo ammanettato faccia a terra che improvvisamente diventò cianotico. I poliziotti gli liberarono i polsi e chiamarono il 118. I medici tentarono di rianimarlo poi lo portarono al Policlinico di San Donato dove giunse cadavere. Il referto indicò un «paziente obeso» privo di lividi su tronco, dorso, collo e volto. Per la Questura fu malore: addosso gli trovano una confezione di Sotalex 80, per abbassare la frequenza cardiaca, prescrittogli dal medico per combattere l’ipertensione. I famigliari parlano invece di un pestaggio, che sarebbe confermato da un video e molti testimoni. Le immagini, girate di sera con un cellulare, sono piuttosto confuse mentre solo un teste parla di colpi inflitti dagli agenti mentre lo ammanettavano. Dunque molti dubbi che solo l’autopsia poteva chiarire.
E ieri è arrivato l’atteso responso: nessun segno di percosse, solo lesioni alle costole, ma circoscritte all’area cardiaca e compatibili con il massaggio cardiaco praticato venerdì da due soccorritori del 118. Gli infermieri sentiti ieri hanno confermato di aver praticato questa terapia, la mole del paziente rendeva impossibile l’intubazione, che solitamente comporta la frattura delle costole. Per questo Massimo Pellicciotta, legale dei poliziotti esclude l’ipotsi di «qualsivoglia reato» e auspica che la Procura chieda al più presto l’archiviazione. Una decisione che il pm Gaetano Ruta potrebbe prendere dopo aver sentito il personale del 118 e i quattro agenti. Ma soprattutto letti gli esiti, attesi tra 15 giorni, degli esami istologici e tossicologici, per avere un quadro esatto delle condizioni di Ferrulli e ipotizzare le cause del decesso.
Nonostante questo, i Centri sociali e Rifondazione comunista manifesteranno venerdì con i parenti di Carlo Giuliani, morto al G8 a Genova, di Abba Abdoul Guibre di Davide Cesare «uccisi dai razzisti e dai fascisti» per chiedere «verità e giustizia».