Morto il fisico Nicola Cabibbo Conciliò fede e scienza

È morto ieri a Roma il fisico Nicola Cabibbo, all’età di 75 anni. È stato uno dei fisici italiani più noti a livello mondiale per il contributo dato alla conoscenza delle particelle elementari (per il quale avrebbe meritato il Nobel, sfuggitogli per anni, e andato piuttosto a suoi «discepoli» giapponesi). Negli ultimi anni, ha insegnato nelle università di Roma La Sapienza e Tor Vergata. Era presidente della Pontificia Accademia delle Scienze dal 1993. Profondamente cattolico, Cabibbo ha affrontato con grande equilibrio il rapporto tra scienza e fede. Da scienziato, Cabibbo non ha mai ritenuto che dovessero essere imposti dei limiti alla ricerca: «I limiti non vanno posti alla ricerca, ma è necessario fare attenzione alle possibili applicazioni e alle implicazioni etiche», diceva. «È vero che le religioni possono dare gli input sull’etica, ma è importante che la comunità scientifica abbia un ruolo positivo nell’elaborazione dell’etica», sosteneva, convinto che tra scienza e fede dovesse esserci «rispetto reciproco».