È morto Mignani: il pubblicitario che coniò lo slogan "Milano da bere"

Se n'è andato a 63 anni uno dei più celebri e celebrati
pubblicitari italiani, creatore di campagne che da tempo sono entrate
nell’immaginario collettivo e nella storia del costume. Negli ultimi anni si era dedicato a tematiche sociali

Milano - È morto Marco Mignani, uno dei più celebri e celebrati pubblicitari italiani: è stato il creatore di campagne che da tempo sono entrate nell’immaginario collettivo e nella storia del costume, quali Scottex ("Dieci piani di morbidezza"), Dixan ("Niente lava meglio"), Ramazzotti ("Milano da bere"), Beltè ("Più buono proprio non ce n’è"), oltre quelle per il cioccolato Lindor che si scioglie in bocca e ai Fonzies che se non ti lecchi le dita godi solo a metà. È stato anche il creatore di alcune campagne politiche nazionali, in particolare inventò nel 1987 quel "Forza Italia" per la Democrazia cristiana che ha poi ispirato il movimento politico di Silvio Berlusconi.

Mignani è morto ieri all’ospedale San Raffaele di Milano per un tumore al colon all’età di 63 anni. Negli ultimi anni, con grande slancio umanitario, specchio di impegno sociale e civile, Mignani ha curato l’immagine e la comunicazione di Telefono azzurro e di Vidas, l’onlus che si occupa dei malati soli e terminali.

"Sono condannato per sempre a essere associato a quella campagna", ripeteva spesso Marco Mignani, autore di quello slogan "Milano da bere", al suono di "Birdland", che negli anni Ottanta rilanciò l’immagine dell’amaro Ramazzotti ma che finì per diventare una nuova icona della comunicazione di massa, usata addirittura da sociologi e storici per soprannominare il periodo dell’edonimismo reaganiano, l’Italia pre-tangentopoli. Ma associare Mignani a questo solo slogan non rende giustizia a un creativo che ha innovato come pochi altri il mondo della comunicazione pubblicitaria italiana negli ultimi decenni.

Nato a Milano il 15 ottobre 1944, dopo gli studi ad indirizzo umanistico,Mignani entra nel 1967 in pubblicità come copywriter alla Publinter Ayer. Dal 1968 al 1973 è capogruppo e direttore creativo in due importanti agenzie americane, Leo Burnett e Doyle Dane Bernbach. Viene poi chiamato alla TBWA come direttore creativo e partner. Nel 1982 è direttore generale e creativo alla D’Arcy Mac-Manus and Masius. Nel 1983 apre la RSCG Mezzano Costantini Mignani che lascia dopo 22 anni nel 2004 per fondare la Mpg, l’agenzia che porta l’iniziale del suo cognome e quello dei due soci, il copywriter Antonio Pinter e l’art director Mauro Galbiati.

Nel 1988 diventa presidente dell’Adci, l’Associazione dei creativi della comunicazione. Era professore a contratto di teorie e tecniche della comunicazione pubblicitaria alla Facoltà di Scienze della Comunicazione all’Università "La Sapienza" di Roma.

È stato impegnato con continuità nella comunicazione sociale e no profit con Telefono Azzurro e Vidas di cui ha seguito l’immagine e la comunicazione per oltre di 15 anni. È stato socio fondatore, past president e membro della Hall of Fame dell’Art Directors Club Italiano. Nel suo curriculum professionale ricco di tanti successi figurano anche gli slogan per il tonno Palmera, che si taglia con il coltello, e la campagna per lo slip da uomo Eminem, con un disegno firmato da Milo Manara dove due signore si inlanguidiscono con un "Ohhhhh, Eminem".