Morto Nuvoli, la moglie: "Respiratore attaccato"

E' morto stasera Giovanni Nuvoli,
l'uomo affetto da sclerosi laterale amiotrofica.
La moglie Maddalena Soru ha precisato che al momento del
decesso il respiratore "era ancora attaccato". Il pm Paolo Piras e i carabinieri a casa dell'uomo

Roma - E' morto stasera Giovanni Nuvoli, l'uomo affetto da sclerosi laterale amiotrofica. La moglie Maddalena Soru ha precisato che al momento del decesso il respiratore "era ancora attaccato". Il pm Paolo Piras, che ha seguito la vicenda e una decina di giorni fa aveva inviato una relazione alla commissione Parlamentare sul servizio sanitario, si sta recando nella casa di Alghero di Giovanni Nuvoli, l'ex arbitro malato di Sla morto stasera, dove sta andando anche un ufficiale dei carabinieri per accertare come si siano svolti gli ultimi momenti di vita dell' uomo. Maddalena Soro ha confermato ad alcuni giornalisti che sono riusciti a contattarla per telefono che la macchina per la respirazione artificiale non è stata staccata. La donna ha aggiunto che al marito, provato anche dal recente sciopero della fame e della sete, sono stati solo somministrati alcuni sedativi.

Giovedì l'ultimo appello: "Basta tortura" "Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamentoa sanitario". Con la citazione dell'articolo 32 della Costituzione della Repubblica Italiana, l'associazione Luca Coscioni aveva lanciato giovedì scorso una petizione-appello alle massime autorità istituzionali "per il dritto di Giovanni Nuvoli a interrompere la tortura e il sequestro del suo corpo". Si è trattata dell'ultima di una serie di iniziative che i radicali, con in testa l'europarlamentare e segretario nazionale dell' Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, hanno intrapreso negli ultimi mesi per dire "basta alla tortura" come hanno definito la vicenda del malato di Sla che ha chiesto a più riprese l'interruzione delle cure. "Non possiamo tollerare che una situazione come questa - aveva spiegato Cappato - rimanga appesa alla volontà o alla responsabilità non si sa di chi. Qualcuno deve dare una risposta, prima di tutti a Giovanni Nuvoli e poi a tutti i cittadini". In precedenza, in una conferenza stampa a Roma Cappato e Marco Pannella avevano reso noto che il 10 luglio scorso l'anestesista Tommaso Ciacca era stato bloccato dai carabinieri mentre stava recandosi da Giovanni Nuvoli per fare quello che lui stesso sollecitava: di staccare il respiratore artificiale dopo essere stato sedato.