Morto o fuggito negli Usa Giuliano: salma riesumata per effettuare test del dna

Iniziano le operazioni di riesumazione della salma del "re di Montelepre": la magistratura sospetta che non sia stato ucciso nella sparatoria con i carabinieri il 4 luglio 1950, ma in verità sia fuggito negli Usa. Serve l'esame del dna

Palermo - "Di sicuro c'è solo che è morto" scriveva Tommaso Besozzi sull'Europeo nel 1950 aprendo la sua inchiesta sulla morte del bandito Salvatore Giuliano. Invece, a 60 anni di distanza, anche quella certezza viene meno. O meglio c'è bisogno di un esame del dna per stabilire se il bandito Giuliano sia morto davvero oppure se sia fuggito negli Stati Uniti e qualcun altro sia stato sepolto al suo posto. Per deciderlo definitivamente oggi la salma del bandito verrà riesumata nel piccolo cimitero di Montelepre.

L'arrivo dei pm Si sono chiuse le porte d'ingresso del cimitero di Montelepre e con l’arrivo dei pm di Palermo, Francesco Del Bene, Paolo Guido, Lia Sava e del medico legale, Livio Milone, sono cominciate le operazioni di riesumazione della salma del bandito. Il dna prelevato dai resti, sepolti nella cappella di famiglia, verrà confrontato con il dna dei familiari ancora in vita di Giuliano per stabilire se quello sepolto è proprio il bandito. La riesumazione è stata disposta nell’ambito della nuova indagine sulla morte di Giuliano aperta dalla procura di Palermo.

La riesumazione La salma sarà riesumata questa mattina nel camposanto di Montelepre. Un’operazione disposta dalla procura di Palermo, che a distanza di 60 anni dalla morte del bandito, ha aperto un’inchiesta per accertare se quello sepolto nella tomba sia davvero il suo corpo. Sulla reale identità del cadavere, infatti, da tempo si erano sollevate molte perplessità, alimentate dalle tesi dello storico di mafia Giuseppe Casarrubea che sostiene come il "re di Montelepre" in realtà non sia stato ucciso la notte fra il 4 e il 5 luglio 1950 in uno scontro a fuoco con i carabinieri a Castelvetrano, ma sia fuggito negli Stati Uniti.

Folla nel cimitero Intanto da stamattina il cimitero di Montelepre è stato preso d’assedio dai tanti giornalisti che però, su ordine del sindaco del paese, devono lasciare il camposanto per consentire ai pm e al medico legale lo svolgimento delle operazioni che continueranno fino alle 17.