È morto Della Pergola inventore della schedina

da Milano

È morto domenica nella sua abitazione di Milano Massimo Della Pergola, l'inventore della schedina del totocalcio. Nato a Trieste nel 1912, Della Pergola iniziò presto la carriera da giornalista e lavorò per la Gazzetta dello sport, ma venne poi espulso dall'albo professionale nel 1938 perché ebreo. Internato in un campo di lavoro in Svizzera, Della Pergola ebbe l'idea di creare un gioco a premi legato al calcio che potesse ridare finanziamenti allo sport italiano, completamente senza risorse a causa della guerra. Tornato in Italia, fondò la Sisal assieme a Fabio Jegher e Geo Molo, dando vita al primo gioco a pronostici italiano basato sulle partite di calcio: il 5 maggio 1946 partì il primo concorso della schedina Sisal con giocata minima di 30 lire e 12 partite da indovinare con 1,X,2. Nel frattempo, l'allora direttore della Gazzetta dello sport Bruno Roghi lo nominò caporedattore responsabile del calcio. L'inizio non è dei più semplici, perché dei 5 milioni di schedine stampate, ne saranno giocate solo 34 mila. Ma il montepremi cresce domenica dopo domenica e 'giocare alla Sisal' diventa lo sport nazionale. Nel 1948, il governo decide di nazionalizzare per decreto la schedina Sisal che diventa Totocalcio e viene gestito direttamente dal Coni: Molo, Della Pergola e Jegher fanno causa al Ministero dell'Interno e ne nasce una vertenza che finirà solo sette anni dopo senza che ai tre soci del gioco venga riconosciuto nessun merito per la loro invenzione. La società Sisal continuò a gestire un altro concorso nato sempre dalla mente di Della Pergola, il Totip sulle corse dei cavalli sempre con formula con 1 X 2. Nel 1954 Della Pergola lascia l'attività delle scommesse e torna a tempo pieno al giornalismo, diventando prima presidente regionale dell'associazione internazionale della stampa sportiva e poi vice presidente vicario e collaborando fino al 1998 con numerosi quotidiani e periodici. «Aveva la consapevolezza - spiega il figlio Sergio, professore all'Università di Gerusalemme - che, grazie alla sua idea veramente unica, lo sport italiano si era rimesso in piedi dopo il disastro della guerra. Sapeva di aver contribuito alle olimpiadi invernali di Cortina nel '56, alle Olimpiadi di Roma nel '60 e a tutto quello che è stato poi organizzato dal Coni. Questa era la sua grande speranza quando creò la Sisal». Oltre al figlio Sergio, Della Pergola lascia la moglie Adelina e la figlia Mara. I funerali si svolgeranno oggi alle 11 nella sezione israelitica del cimitero maggiore di Milano.Addio a Della Pergola, addio a un epoca: «la schedina fu come il miracolo di San Gennaro per molta gente», ricorda Antonio Ghirelli, memoria storica dello sport e del costume italiano. «Con il Totocalcio, Massimo della Pergola ha contribuito all'autonomia dello sport dal potere politico», il ricordo del 93enne inventore della schedina fatto da Ghirelli a Radio24. «Non fu solo l'inventore del Totocalcio, ma uno squisito critico e un giornalista sereno e colto, non provato nemmeno dall'amarezza dell'esilio che gli era stato imposto dalle assurde leggi razziali - ha proseguito Ghirelli - Lo sport italiano deve la sua indipendenza e l'autonomia dal potere politico, soprattutto grazie a questa geniale invenzione del concorso pronostici. Inventando il totocalcio, Della Pergola ha dimostrato come le leggi del mercato, sposate ad una grande sensibilità sociale ed umana sono forse la migliore soluzione democratica in cui si può sperare. Il concorso pronostici fu un qualcosa di simile ad un miracolo di San Gennaro per molta gente e un elemento di mobilitazione dei tifosi. L'idea stessa di trasformare il gioco in sogno, ci offre l'immagine di un Della Pergola poeta, oltre che cronista».