Morto il transessuale aggredito in casa sua

Il transessuale italiano Stefano C., che era stato aggredito lunedì notte nella sua abitazione in via Adelaide Ristori ai Parioli, è morto ieri pomeriggio nel reparto di rianimazione del policlinico Umberto I, dove era ricoverato in prognosi riservata. Era stato il suo inquilino a trovarlo, all’una di notte di lunedì, col cranio sfondato e lesioni gravi, riverso sul letto in un lago di sangue. Le condizioni del trentacinquenne, che sono apparse da subito preoccupanti, si sono aggravate a un punto tale da non lasciare più alcuna speranza. Dopo l’accertamento della morte cerebrale, durato sei ore, i medici hanno spento il respiratore che lo teneva in vita artificialmente. Sull’omicidio stanno indagando gli agenti del commissariato di Villa Glori che avevano già constatato che dall’appartamento della vittima mancavano un computer portatile e alcune carte di credito. Dalle prime indagini gli inquirenti hanno scartato l’ipotesi della rapina e stanno analizzando i tabulati telefonici del cellulare di Stefano che potrebbe aver conosciuto il suo aggressore in una chat-line. Secondo la ricostruzione dei medici legali, la vittima sarebbe stata aggredita alle spalle dal suo aggressore, che l’ha colpita con un oggetto che le ha causato varie fratture alla scatola cranica.