Morto dopo tre operazioni

Due milioni di euro, è la somma richiesta al Galliera quale risarcimento danni (biologici, esistenziali, morali e patrimoniali) dalla moglie e fratelli di un uomo (assistiti dall’avvocato Roberto Cameranesi), deceduto in seguito a un intervento di «diversione bilio pancreatica». Maurizio Fabbricini, gestore di un bar in piazza Savonarola, sposato, padre di una bimba di 4 anni, nel luglio 2003, all’età di 40 anni, essendo obeso e iperteso, decide di rivolgersi ai sanitari del Galliera, per una visita, al fine di eliminare qualche chilo di più. Purtroppo per lui, mal gliene incolse. Perchè dal quel momento comincia il suo calvario, conclusosi il 6 dicembre con l’arresto cardiocircolatorio. Dopo tre interventi chirurgici, uno più doloroso dell’altro, il 6 dicembre il pover’uomo passa a miglior vita. La magistratura apre un’inchiesta contro ignoti (oggi sono noti) per omicidio colposo. Il pm Arena nomina come consulente il medico legale di Pavia Antonio Osculati, che ha così concluso: «L’atteggiamento dei sanitari del Galliera appare alquanto superficiale e imprudente, per non aver adeguatamente valutato un paziente affetto da epatopatia cirrotica e averlo sottoposto a un intervento altamente pericoloso, con probabile errore nell’esecuzione». La prima udienza della causa civile per danni avrà luogo il 23 ottobre. Va anche detto - osserva Cameranesi, che la vedova è venuta a trovarsi in condizioni economiche disastrose, ed è stata anche sfrattata.