Mosca, 170 arresti per la marcia anti Putin. In cella pure Kasparov

L'ex campione di scacchi è finito in manette, insieme a molti altri partecipanti alla "Marcia dei dissidenti", una protesta non autorizzata contro il Cremlino. La polizia ha schierato in piazza 9mila agenti. Sfuggito all'arresto l'ex primo ministro Kasianov

Mosca - I diritti civili sono sempre più ristretti in Russia. L'opposizione cerca come può di farsi sentire, ma le voci del dissenso trovano sempre meno spazio e, spesso, le proteste finiscono con la peggiore medicina, la repressione. La "Marcia dei dissidenti" si è conclusa stamani con le cariche dei reparti antisommossa della polizia russa e con l'arresto di centinaia di dimostranti. Le forze dell'ordine moscovite hanno presentato come un grande successo lo scioglimento del corteo di circa duemila sostenitori di "L'altra Russia", la galassia dei movimenti di opposizione che raccoglie anche il "Fonte civico unito" di Garry Kasparov, ex campione mondiale di scacchi. Lo stesso Kasparov è stato fermato per aver "intrapreso azioni chiaramente provocatorie". "Grazie all'azione coordinata della polizia" ha detto Victor Biriukov, portavoce delle forze dell'ordine, "si è riusciti a impedire la cosiddetta "Marcia dei dissidenti", che non era stata autorizzata. Sono state fermate circa 170 persone".

L'arresto di Kasparov è avvenuto in piazza Pushkin, da dove i manifestanti hanno dato il via alla marcia. "Le forze antisommossa attaccano impunemente i cittadini russi" aveva detto l'ex campione di scacchi alla radio "L'eco di Mosca", "la città è praticamente in stato d'assedio". Tra gli altri fermati ci sono il leader della sezione giovanile del partito liberale d'opposizione "Yabloko", Ilia Yashin e Maria Gaidar, figlia dell'ex primo ministro Yegor e dirigente del movimento giovanile "Sì", arrestati quando hanno cominciato a intonare lo slogan "Russia senza Putin". Gli agenti hanno cercato di catturare anche l'ex primo ministro Mikhail Kasianov, ma le sue guardie del corpo sono riuscite a impedirlo. L'ex premier, che poche settimane aveva annunciato la propria candidatura alle presidenziali di marzo del 2008, ha poi arringato la folla a piazza Turguenev: "Protestiamo contro il pestaggio di cittadini" ha detto, "esigiamo rispetto dei diritti costituzionali e che le elezioni non siano una farsa così che sia possibile esprimere la nostra opinione".

La polizia di Mosca ha mobilitato circa 9.000 agenti che hanno di fatto preso il controllo del centro della città lungo le cui strade hanno sfilato anche associazioni giovanili vicine a Putin. Il sindaco di Mosca, Yuri Luzhkov, ha difeso la decisione di impedire la Marcia dei dissidenti. "Autorizziamo un gran numero di manifestazioni" ha detto, "sia a favore che contrarie al presidente. Viviamo in un Paese democratico, "ma le marce rappresentano un problema e per questo non abbiamo autorizzato né quelle filogovernative che quelle dell'opposizione".

In crisi la libertà di stampa Un gruppo di imtrenditori di San Pietroburgo, vicini al presidente Putin, ha acquistato l'ultima emittente tv libera finora sfuggita al controllo del Cremlino. La "Ren-Tv" sino ad ora era riuscita a mantenere indipendenti i propri telegiornali. Difficile che la situazioni resti tale e quale. L'ex presidente dell'Unione sovietica, Mikhail Gorbaciov, nei giorni scorsi ha denunciato il grave stato in cui versa l'informazione nel suo Paese: "SEnza democrazia e libertà di stampa il popolo non può capireciò che succede veramente nel Paese".