Mosca alza la voce con l’Estonia

Tallinn. Rimane alta a Tallinn e nel resto dell’Estonia la tensione con la minoranza russa (oltre il 20% della popolazione, residuo di cinquant’anni di occupazione Urss) dopo la rimozione dal centro della capitale del monumento al soldato sovietico. Una seconda notte di gravi disordini ha portato al ferimento di 94 persone e al fermo di quasi 600. Danneggiati una cinquantina di negozi. Incidenti anche a Johvi, 165 chilometri a est di Tallin, dove vivono numerosi russofoni. Il presidente russo Putin ha telefonato al Cancelliere tedesco Merkel, presidente di turno dell’Ue, esprimendo la «profonda preoccupazione» di Mosca, che annuncia un irrigidimento della sua politica verso Tallinn. Il governo estone accusa invece la Russia di soffiare sul fuoco acuendo la tensione tra i due Paesi.