Mosca chiude il gas a Kiev, Ue col fiato sospeso

Mosca non si fida delle promesse di Kiev e taglia la fornitura di gas alla vicina Ucraina, in ritardo con i pagamenti. E i timori di restare a secco, nel mezzo di un freddo inverno, investono l’Europa, anche se Gazprom, il monopolista russo dell’esportazione di gas, rassicura: «Continuiamo a rifornire a pieno i Paesi europei». La controparte ucraina Naftogaz, dal canto suo, ha garantito che non intende attingere alla quota europea di metano russo, anche se il transito di metano è stato «necessariamente» diminuito di 21 milioni di metri cubi al giorno.
Kiev tenta di tenere le porte aperte alla trattativa: Naftogaz ha detto di avere alzato la cifra che è disposta a pagare per il gas russo a 235 dollari per mille metri cubi, ma Gazprom insiste sui 418 dollari. Secondo il presidente Viktor Yuschenko, però, il compromesso è vicino: ma per raggiungere un accordo entro il 7 gennaio - il Natale ortodosso - chiede il coinvolgimento della Ue.
L’Europa, comunque, dipende per l’80% circa delle sue forniture di metano proprio dalla Russia. L’Ue quindi non può non guardare con attenzione a quanto sta accadendo in questi giorni tra Mosca e Kiev, anche in considerazione di quanto è accaduto tre anni fa, nello stesso periodo, quando un’analoga crisi provocò difficoltà nell’approvvigionamento. Una nuova sospensione delle forniture potrebbe appannare l’immagine della Russia come partner affidabile.
Sono diversi i Paesi europei fortemente dipendenti dal gas russo, tra i quali l’Italia, anche se ieri il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola ha affermato che le riserve sono ai massimi, e dunque mettono al sicuro gli approvvigionamenti. E la Repubblica ceca, proprio nel giorno in cui inaugura il suo semestre di presidenza dell’Unione, ha lanciato un appello a Ucraina e Russia affinché «onorino i loro impegni». La disputa tra Mosca e Kiev sarà al centro del vertice dei ministri Ue in programma per la prossima settimana. Anche gli Usa hanno chiesto il ripristino delle normali forniture di gas.
Per ora, comunque, le società energetiche europee sostengono di non aver visto cali nelle forniture, e che l’Europa ha sufficienti scorte per gestire la richiesta di energia per diversi giorni, anche senza il gas russo. Non certo per settimane, però: e la situazione potrebbe complicarsi se Kiev bloccasse i flussi destinati all’Europa come merce di scambio.