Mosca cinta dalle fiamme: "La situazione è catastrofica"

Mosca si è risvegliata avvolta da una nuova fitta cappa di fumo acre e nocivo. Le temperature
raggiungeranno i 40 gradi. Il governo russo annuncia un
nuovo piano per rafforzare la difesa contro gli incendi

Mosca - Mosca si è risvegliata stamane avvolta da una nuova fitta cappa di fumo acre e nocivo, come l’altro ieri, dopo una notte di tuoni e lampi che ha promesso invano l’attesa pioggia. Secondo le previsioni, le temperature oggi dovrebbero raggiungere i 40 gradi. Il governo russo annuncia un nuovo piano per rafforzare la difesa contro gli incendi, mentre il fronte delle fiamme continua ad avanzare e la situazione viene definita, secondo quanto riporta la stampa russa, "catastrofica". Il primo ministro Vladimir Putin ha detto che lunedì verrà presentato un piano per migliorare l’equipaggiamento e l’operatività delle squadre dei vigili del fuoco, aumentare il numero dei Canadair e la protezione dalle fiamme delle installazioni più a rischio, come centrali nucleari e depositi militari.

Mosca cinta dalle fiamme Molti abitanti indossano mascherine o fazzoletti bagnati, come consigliano le autorità sanitarie, invitando preferibilmente a restare a casa: uscire in questa situazione, avvertono, è come fumare un pacchetto di sigarette in poche ore. La ridotta visibilità ha perturbato anche il funzionamento degli aeroporti: a Domodiedovo, ad esempio, gli aerei partono ma per l’atterraggio sono i comandanti a decidere di volta in volta, informa la portavoce dello scalo Elena Galanova. Finora sei aerei sono atterrati in altri scali moscoviti e a Kazan, 800 km a est della capitale. Gran parte della Russia centro occidentale continua intanto a bruciare da oltre due settimane a causa degli incendi delle foreste e delle torbiere, causati in gran parte da negligenza e alimentati da una lunga ondata di caldo eccezionale, la peggiore da 130 anni nel Paese.

Critiche alle autorità russe La mossa di Putin viene interpretata come una risposta alle crescenti critiche verso le autorità russe, accusate di non essere intervenute in modo sufficientemente tempestivo contro gli incendi ormai iniziati da settimane. Con la temperatura che rimane intorno ai 40 gradi, altri focolai continuano ad accendersi e si teme che sia destinato a salire il bilancio delle vittime delle fiamme, ora di 50 morti. Una delle regioni più colpite è la repubblica caucasica del Dagestan. Intanto la stampa russa comincia a fare le prime stime dei danni, con un miliardo di euro persi con la distruzione dei campi di grano e migliaia di ettari di foresta carbonizzati.