Mosca: gli inglesi cercano russi disposti a spiare il loro Paese

da Londra

È guerra aperta tra i servizi segreti britannici e russi. Dopo mesi di accuse e insinuazioni, l’intelligence russa ha annunciato ieri di aver aperto un’inchiesta penale sulla vicenda di Vyacheslav Zharko, il cittadino russo che sostiene di essere stato reclutato dall’Mi6, l’agenzia di spionaggio inglese per l’estero. La settimana scorsa il Servizio di sicurezza federale russo aveva diffuso le informazioni ricevute da Zharko per i tentativi di ingaggio portati avanti dagli agenti al servizio di Sua Maestà nel periodo che va dal 2003 fino al 2007. Il russo, la cui identità è stata rivelata soltanto pochi giorni fa, avrebbe fatto il nome di quattro agenti inglesi che l’avrebbero contattato e avrebbe fornito informazioni precise sui luoghi in Europa dove sostiene di avere avuto gli incontri, nonché dettagli sugli incarichi che gli sarebbero stati affidati. L’uomo, in passato, aveva fatto parte di un reparto speciale delle forze russe e, secondo quanto dichiarato in una nota ufficiale del Servizio di sicurezza federale, Londra «lo utilizzò in seguito come agente di spionaggio ai danni della sicurezza della Federazione russa».
Per ora non c’è stato alcun commento da parte delle autorità britanniche, ma questa è soltanto l’ultima di una lunga serie di accuse, indiscrezioni e annunci pubblici lanciati in materia di spionaggio da Mosca. La morte a Londra dell’ex agente segreto russo Alexander Litvinenko sembra aver provocato una vera e propria guerra tra i servizi segreti dei due Paesi. Anche il nome di Zharko è legato in qualche modo all’ex agente del Kgb, morto per avvelenamento dopo aver ingerito polonio 210, un isotopo altamente radioattivo. Dal letto d’ospedale Litvinenko aveva apertamente accusato il presidente russo Vladimir Putin di essere il mandante dell’omicidio.
Dell’avvelenamento Scotland Yard accusa invece un altro ex agente del Kgb, Andrei Lugovoi, il quale si è sempre proclamato innocente ribadendo che le accuse mosse nei suoi confronti avevano un movente di natura politica. I magistrati russi hanno appena negato la sua estradizione richiesta da Londra.
Zharko si era rivolto al Servizio di sicurezza federale proprio dopo una conferenza stampa tenuta da Lugovoi il 31 maggio scorso in cui l’uomo accusava un altro espatriato, l’oligarca Boris Berezovsky rifugiatosi a Londra, di essere al soldo dell’intelligence britannica. Zharko avrebbe confermato la tesi di Lugovoi, indicando proprio in Berezovsky uno degli uomini che avevano tentato di contattarlo per conto dell’agenzia di spionaggio britannica. Il miliardario, che vive stabilmente in Gran Bretagna, ha però sempre smentito ogni contatto con gli 007 della Regina. «I servizi segreti inglesi sanno fin troppo bene che non sono iscritto a nessuna organizzazione, Mi6 compresi», aveva ribattuto seccamente Berezovsky in risposta alle accuse lanciate da Lugovoi.