Mosca Medvedev parla di libertà, espulso contestatore

Un curioso problema di comunicazione è avvenuto ieri fra il presidente russo Dmitri Medvedev e gli uomini addetti alla sua sicurezza: mentre il leader del Cremlino celebrava nella cittadella moscovita la libertà di pensiero portata dalla costituzione democratica del 1993, i suoi agenti portavano di peso fuori dall’ex Palazzo dei congressi dove si teneva la cerimonia un dissidente che aveva contestato ad alta voce il leader. Corretta, ma del tutto ignorata la reazione di Medvedev: «lasciate che mi ascolti», ha detto ai «gorilla». Aggiungendo per buona misura che «la costituzione fu approvata proprio perché tutti potessero esprimere le loro posizioni». Parole inascoltate dai «gorilla», che hanno trascinato fuori il dissidente a testa in giù.