Mosca, paura per Schifani Atterraggio d'emergenza

L'Airbus della seconda carica dello Stato ha dovuto far rientro all'aeroporto Vnukovo-2 per una perdita d'olio a uno dei tre circuiti idraulici. Incidente avvenuto poco dopo il decollo: il velivolo ora è fermo sulla pista

Mosca - Atterraggio di emergenza per l’aereo del presidente del Senato, Renato Schifani, che era da poco partito dall’aeroporto Vnukovo-2 della capitale russa dove la seconda carica dello Stato aveva appena concluso la sua missione ufficiale e da cui era partito per fare rientro in Italia. L’inconveniente tecnico si è manifestato subito dopo il decollo, attorno alle 15.20 ora italiana e, secondo quanto viene riferito, consiste in una perdita d’olio a uno dei tre circuiti idraulici del velivolo, un Airbus 319, che ora sarà sottoposto alle verifiche necessarie.

Aereo fermo sulla pista È stato lo stesso presidente Schifani a comunicare l’imprevisto alla delegazione e ai giornalisti al seguito, ai quali ha riservato una battuta: "La notizia ce l’avete, non potete lamentarvi". L’aereo in questo momento è fermo sulla pista più lunga dell’aeroporto in prossimità della quale erano stati comunque avvicinati i mezzi dei vigili del fuoco, e da quanto si è appreso il problema è tale da imporre che il velivolo venga trainato verso un hangar adeguato alle esigenze di riparazione.

"Muletto" in arrivo La perdita d’olio che ha costretto all’atterraggio di emergenza l’aereo di Schifani ha riguardato la parte del sistema idraulico che controlla il carrello e i freni dell’aeromobile. L’anomalia è stata subito rilevata dalla strumentazione di bordo e il jet ha fatto rientro all’aeroporto di Mosca in totale sicurezza. L’Airbus è ora ricoverato in un hangar per la manutenzione del caso. E la presidenza del Consiglio ha predisposto la partenza di un altro velivolo da Roma che dovrebbe riportare in Italia il presidente del Senato e il suo seguito entro questa notte.

Schifani: "Bravissimo il pilota"
"Grande professionalità, non hanno mai trasmesso ansia, davvero molto professionali", ha poi ribadito Schifani parlando con i giornalisti e dopo aver sentito una prima versione dell’accaduto dal comandante del volo e dal pilota, il capitano Lorenzo Lato, del 31/o Stormo. Il capitano ha spiegato che si è trattato "di una avaria dell’impianto idraulico, circostanza che ci ha portato a espletare le verifiche standard previste in questi casi. Poi abbiamo deciso - ha proseguito Lato - di tornare in aeroporto ma la situazione è stata sempre sotto controllo. Abbiamo seguito semplicemente le procedure così come sempre si fa in questi casi". Alla domanda dei cronisti sul livello di rischio determinato dall’avaria meccanica, il comandante è stato laconico: "Il rischio è stato di zero, zero".