A Mosca La polizia russa carica corteo pro-omosessuali

Nel giorno della finale della 54ª Eurovision, il Sanremo europeo che quest’anno è organizzato dalla Russia, l’orgoglio omosessuale ha tentato un timido risveglio a Mosca con una manifestazione non autorizzata. Ma neanche i riflettori dell’evento canoro sono bastati a salvare la dimostrazione pro-gay nel Paese di Putin e Medvedev. Nel pomeriggio la polizia russa ha bloccato la dimostrazione sul nascere, arrestando una trentina di dimostranti, tra cui anche Nikolai Alexeiev, fondatore del sito GayRussia.ru e principale organizzatore. Nessuna sorpresa. Uno dei responsabili del ministero russo dell’Interno aveva ribadito ieri che la manifestazione «Gay pride slave» era vietata e che la polizia avrebbe agito «applicando severamente la legge. Ciò significa che le autorità moscovite non avrebbero fatto sconti per l’Eurovision, evento canoro che conta parecchi fan negli ambienti omosessuali. E così è stato, tanto più che il sindaco di Mosca non è mai stato morbido con il movimento gay: una trentina di manifestanti si sono dati appuntamento per il raduno non autorizzato vicino all’Università di Mosca, nel sud-ovest della città, al grido di «L’omofobia è una vergogna per la Russia!» e «Diritti uguali per tutti», prima di essere caricati dai poliziotti moscoviti in assetto anti-sommossa e arrestati in più fasi.