Mosca sospende la collaborazione militare con la Nato

La decisione arriva dopo che il vertice dei ministri
degli Esteri dell’Alleanza aveva condannato l’eccesso di violenza da parte di Mosca in
Georgia. La rabbia di Washington: &quot;E' una decisione deplorevole&quot;. Intanto le truppe russe lasciano la Georgia<strong><a href="/a.pic1?ID=284520" target="_blank"> </a></strong>

Mosca - Il Cremlino sospende la cooperazione militare con i Paesi della Nato. Lo afferma Carmen Romero, portavoce dell’Alleanza atlantica. "Il ministro della Difesa della Federazione russa ha preso la decisione di fermare le attività di cooperazione militare internazionale tra la Russia e i Paesi della Nato, fino a nuovo avviso", ha detto Romero aggiungendo di non avere informazioni sulle conseguenze della decisione e se riguarderà anche l’accordo di transito per l’Afghanistan.

Rabbia degli Usa Gli Stati Uniti hanno definito "deplorevole" che la Russia abbia deciso di sospendere la cooperazione militare con la Nato. La scelta della Russia è arrivata dopo le tensioni dovute alle decisioni del vertice dei ministri degli Esteri dell’Alleanza, che hanno condannato l’eccesso di violenza da parte di Mosca in Georgia e hanno detto che quanto accaduto non può passare come "se nulla fosse".

Il ritiro delle truppe russe Forse è la volta buona. Il Cremlino ha annunciato l’inizio del ritiro delle truppe russe dalla Georgia anche se diverse unità sono destinate a restare nei checkpoint allestiti nell’area occupata nella regione di Gori. La 58esima divisione dell’esercito russo sta lasciando la città natale di Stalin, ripiegando verso l’Ossezia del Sud. Un portavoce militare ha precisato all’agenzia di stampa Interfax che questo primo significativo disimpegno delle truppe sarà completato entro due giorni. Una prima colonna formata da 100 veicoli ha già raggiunto Tskhinvali, capitale della regione separatista filo-russa dell’Ossezia del Sud. Le televisioni georgiane hanno diffuso le immagini di carri armati e blindati russi in movimento verso nord dopo aver lasciato Gori. Tuttavia, secondo quanto riferiscono testimoni sul posto, a Gori non sono stati rimossi i posti di blocco e di controllo. Ieri sera, stando a quanto precisa il Cremlino, diverse unità terrestri russe hanno evacuato il porto georgiano di Poti. Tuttavia, tank e soldati stamani continuano a controllare i villaggi di Zugdidi e Senaki. In totale 18 checkpoint russi potrebbero restare in territorio georgiano, al termine del ritiro delle truppe, a presidiare diversi snodi strategici. Ma, assicura il vice capo di Stato maggiore, Anatoly Nogovtsyn: "Entro domani tutte le forze della Federazione russa saranno dietro le linee di nostra responsabilità".