«Moschea abusiva a San Giuliano»

La Lega: «Il centro islamico usato come luogo di culto»

Silvia Villani

Nel vecchio capannone di via Menotti Serrati a San Giuliano Milanese non ci sono né clandestini né depositi di merce rubata. Secondo la Lega Nord però, nell’edificio si nasconde un pericolo maggiore. Camuffata da associazione araba, la struttura nasconderebbe una moschea. Ogni venerdì, verso l’orario di pranzo, i residenti denunciano un via vai di extracomunitari diretti verso l'edificio sul quale capeggia la scritta associazione araba Sabil. «Un giorno - spiega Marco Rondini, segretario provinciale della Martesana, la zona alla quale San Giuliano fa riferimento - insieme ai militanti della sezione cittadina della Lega ci siamo appostati davanti all’ingresso e tutte le volte che si aprivano le porte per permettere a qualcuno di entrare vedevamo gente stipata fino all’inverosimile, china a pregare. Sul giornalino distribuito in città - continua l’esponente leghista - lo stesso presidente dell’associazione ha detto che non ci sono stati problemi con la popolazione se non di tipo viabilistico, il venerdì quando si ritrovano a pregare». Una gaffe che alla Lega non è sfuggita. «I cittadini - continua Rondini - devono essere informati che l'associazione Sabil presentando il proprio statuto in consiglio comunale non aveva evidenziato fra i propri scopi quello di utilizzare la sede quale luogo di culto». Alla base della denuncia del Carroccio anche il non rispetto delle norme vigenti in materia di sicurezza e abitabilità. Nel prossimo consiglio comunale il capogruppo leghista, Luca Favetti, chiederà al sindaco di centro sinistra Marco Toni spiegazioni in merito. Intanto a partire da sabato verranno distribuite a tutti i cittadini delle cartoline con le quali il Carroccio vuole dare vita ad una sorta di referendum.