Dopo la moschea accanto a Gesù, il sindaco sul pulpito

(...) gli auguri a tutti i fedeli elettori ricordando che, dopo la funzione, l’amministrazione avrebbe offerto pandolce e cioccolata per tutti. Questo prima della benedizione del don, che ha chiamato sull’altare Pastorino per fargli «consacrare» laicamente la sua gente.
Dal sindaco con fascia tricolore che sale sull’altare a chi, anche se non viene invitato, sull’altare ci salirà comunque. Almeno così dicono di fare i rappresentati del movimento «Forza Nuova» che, se don Prospero Bonzani non deciderà di rimuovere dal presepio della sua parrocchia il luogo di culto islamico, faranno irruzione e provvederanno loro stessi a riparare al danno. Minaccia o goliardata? Il comunicato sembra serio, quasi solenne. Ma viene smorzato da alcune dichiarazioni di Massimo Lioti dirigente nazionale del movimento di estrema destra: «Andremo in parrocchia senza bandiere e volantini e, vestiti da Babbo Natale consegneremo al parroco di Nostra Signora della Provvidenza due regali simpatici, sperando che facciano riflettere don Prospero». Sul caso che ha scosso la vigilia di Natale nella diocesi genovese il giorno di Natale era intervenuto anche l’arcivescovo di Genova Angelo Bagnasco che aveva detto «nessun problema» a proposito della presenza della mosche a nel presepe. Anche al Giornale continuano ad arrivare commenti sul caso. Chi a favore dell’iniziativa del sacerdote di Oregina e chi contrario. «Perché qualcuno oggi si sveglia e vuole revisionare un qualcosa che ha il suo “copyright” in quello che brevettò San Francesco? - scrive alla redazione Mario Lauro-. Se don Prospero vuole inserire una moschea libero di farlo ma non lo chiami più presepe».
Gianni Pastine estende il discorso alla decisione di molte maestre di non riprodurre il presepio nelle scuole: «Alcune maestre si preoccupano di non offendere gli extracomunitari. A loro vorrei ricordare il Natale del 1944 ben più in “crisi” dell’attuale. In quella occasione, a Savignone, il generale tedesco Meinhold fece sospendere il coprifuoco per favorire la Messa di Mezzanotte». Dalla chiesa di don Bonzani arriva poi il messaggio di un parrocchiano che quel presepe ha contribuito a realizzarlo: «Noi, da Cristiani, facciamo il Presepe perché aspettiamo Gesù, ancora una volta, dopo più di 2000 anni; - scrive - e lo aspettiamo e lo preghiamo per noi, per il nostro quartiere, per la nostra città, per il popolo israeliano e per quello palestinese. Un pregiudizio può essere più invalicabile di un muro».