«La moschea? Ci pensi la Moratti, non Maroni»

«Il ministro dell’Interno - ha detto Shaari - è chiamato ad affrontare le questioni nazionali, non può risolvere un problema di Milano, anche perché in questo modo privilegerebbe questa città rispetto ad altre. Questo problema deve riguardare le istituzioni milanesi, che però hanno abdicato ad affrontarlo».
«Una grande moschea non è urgente - ha insistito il responsabile di viale Jenner -. Possiamo rimandarla alle future generazioni. Quello che ci serve sono luoghi di culto di dimensioni medio piccole per la preghiera». «Dalle istituzioni di Milano - ha conlcuso Shaari - ci attendiamo che ci indichino un terreno che noi poi acquisteremo. Oppure, nel caso trovassimo noi un’area privata, abbiamo la necessità, prima di fare un grosso investimento, di avere un ok dal Comune». In altre parole, una garanzia che «una volta fatto l’investimento poi ci siano tutti i permessi necessari per aprire il luogo di culto».