Moschea De Corato va avanti: «Il referendum? Fra pochi mesi lo potremo fare»

Il fronte referendario non disarma. Nonostante l’intervento del prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, che ha escluso una consultazione referendaria sulla localizzazione della moschea cittadina, An non torna indietro. «Il referendum fra i residenti sulla moschea non si può fare solo se lo Stato lo impugna come è accaduto a Vicenza», spiega il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, che lo ha proposto insieme al ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, collega di partito. E secondo il vicesindaco il governo non dovrebbe impugnarlo: «Non deve sfuggire - dice - che la Lega ha presentato nel ddl Maroni la proposta del referendum sulla localizzazione dei luoghi di culto. E questa proposta è in discussione in Parlamento. Voglio capire: se un ministro e un gruppo importante come la Lega propongono questo referendum, il governo poi che fa, lo impugna? Non so che senso avrebbe, anche perché si tratterebbe comunque di un voto consultivo, non deliberativo, e poi in altre città si è svolto senza problemi».
An dunque non molla la presa, e a Milano prova a «scavalcare» il Carroccio sulla sua stessa proposta: «Io credo che passerà - spiega De Corato - e mi rifaccio a questo, anche se i leghisti sembrano dimenticarsene». La proposta di De Corato era stata bocciata non solo dal centro islamico, ma anche dagli esponenti leghisti, interessati a trovare una soluzione al caso di viale Jenner.