Moschea a Ground zero: ecco un nuovo progetto Riesplodono le polemiche

Dopo che la Corte suprema
dello stato di New York ha respinto il ricorso contro la costruzione di una moschea al Word Trade Center, il
progetto va avanti. L'edificio sarà più basso, non più 15 ma 5 piani. Ospiterà anche una piscina e un teatro

New York - E' poco ma sicuro. Le polemiche ripartiranno. Dopo che la Corte suprema dello stato di New York ha respinto il ricorso contro la costruzione di una moschea al Word Trade Center, il progetto va avanti, sia pure con alcune modifiche. Nonostante l'opposizione dei parenti delle vittime degli attentati dell’11 settembre.

Edificio più basso Sharif El- Gamel, il costruttore che ha acquistato l’edificio al civico 45-51 di Park Place, vicino a Ground Zero, per costruire il nuovo centro islamico, ha spiegato i cambiamenti al progetto originario. La costruzione non sarà più di 15 piani, ma al massimo di cinque e ci vorrano circa cinque anni prima che i lavori abbiano inizio. "Se la comunità locale vuole che il centro islamico sia di quattro o cinque piani sarà di quattro o cinque piani" ha detto El- Gamel in un’intervista al New York Times.

Iniziata raccolta fondi "Ricominciamo da capo, torniamo a pensare agli aspetti di base" ha aggiunto. El-Gamel ha anche riferito di aver preso le distanze dal progetto originario dell’imam Feisal Abdul Rauf, di aver assunto la zia di una delle vittime degli attentati dell’11 settembre nel gruppo dei consulenti che lavorano al progetto nel tentativo di migliorare la relazione con le famiglie delle vittime e di aver cominciato una campagna di raccolta fondi in giro per il paese.

Il centro sarà aperto a tutti Il centro islamico, che si chiamerà Park51, sarà aperto a tutti e oltre alla moschea ospiterà una piscina, un teatro e in calendario avrà un programma di eventi culturali e religiosi. Alle proteste degli esponenti politici e delle famiglie delle vittime dell’11 settembre che si oppongono alla costruzione della moschea, El-Gamel ha risposto che "essere motivo di ulteriore stress e dolore per le famiglie delle vittime è tutt’altro che piacevole, ma, allo stesso tempo, noi non c’entriamo nulla con quegli eventi che hanno sfigurato la nostra religione".