"Moschea di via Jenner e Leonka, ora cambia musica"

«La musica è cambiata. Non tollereremo zone franche». Leitmotiv del ministro dell’Interno Roberto Maroni. Sintesi del «principio» del governo Berlusconi sul fronte della sicurezza. Che, a Milano, si declina pure in altri due «casi»: il Leoncavallo e la moschea di viale Jenner. Situazioni fuori legge che «con il sindaco di Milano Letizia Moratti, il presidente della Regione Roberto Formigoni e il presidente della Provincia Filippo Penati abbiamo iniziato ad affrontare» e, garantisce il ministro, «su questo fronte, in settimana ci sarà un altro incontro».
Nuovo appuntamento del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza a Palazzo Diotti, sede della prefettura, per accelerare dunque il ripristino della legalità su queste due realtà che continuano a resistere alle pretese della legge, come se godessero di una singolare extraterritorialità. E se Letizia Moratti si «augura», nel caso del Leoncavallo, «anche un percorso di regolarizzazione» per risolvere una situazione che va avanti da anni, il portavoce del Leonka Daniele Farina preannuncia già una risposta di forza: «C’è per fortuna una Milano che ha saputo mobilitarsi in passato e che lo farà pure in futuro quando la voce governare è declinata in comandare». Virgolettato seguito dal provocatorio invito al ministro di «rimuovere l’illegalità» rappresentato da Palazzo Marino, che «nei fatti impedisce la soluzioni positiva della trentennale vicenda del Leoncavallo» opzione che, secondo il «pasdaran» del centro sociale, registrerebbe «il sostanziale accordo delle parti private interessate e il consenso di larghissima parte della città». Appello fatto proprio dal Prc che chiama alle barricate chi si vuole «opporre alla logica della criminalizzazione delle problematiche sociali e dell’opposizione politica e sociale, voluta in primis da Lega e An».
Singolare chiave di lettura, anche perché nessuno pretende assedi e operazioni militari di sgombero e di rastrellamento ma solo l’applicazione delle regole, perché la legge è legge e vale per tutti. E questo vale tanto per il Leoncavallo quanto per la moschea di viale Jenner. Che, chiosa l’assessore regionale Davide Boni, è «un problema tangibile»: «Impensabile risolverlo spostando la moschea in un’altra parte di Milano» ossia «chi occupa lo stabile di viale Jenner può acquistare un’area fuori dalla città e servita da parcheggi e metrò». Suggerimento dalla Regione Lombardia, dove la musica è davvero cambiata.
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