Moschea, l’imam: «Garanzie? I frati sapevano già dell’Ucoii»

«L'adesione del centro islamico culturale di Genova all'Ucoii non è mai stata segreta ed era un fatto pubblico. Mi sembra strano che sia stata scoperta solo leggendo l’articolo di Magdi Allam. Vorrei capire quali garanzie chiedono e mi sarebbe piaciuto saperlo in un incontro con gli stessi religiosi». Replica così il presidente del centro islamico culturale di Genova, Salah Hussein, al documento dei parroci di Cornigliano, che ieri, dopo l’incontro martedì scorso con l’arcivescovo Angelo Bagnasco, hanno ribadito durante le Messe di volere «precise garanzie» per dare il via alla moschea nell’area del Sorriso Francescano a Campi. «Non abbiamo mai avuto finanziamenti dall’Ucoii - prosegue Husein - anzi siamo noi che paghiamo all’Unione una quota di iscrizione di 250 euro all’anno. Siamo disposti a consegnare l’estratto storico del nostro conto corrente bancario per dimostrare di non aver mai ricevuto finanziamenti occulti. Il denaro è sempre stato raccolto tramite le offerte dei fedeli». Husein sottolinea: «Non era nostra intenzione nascondere la nostra adesione all’Ucoii, che rappresenta a livello nazionale anche nei confronti dello Stato italiano circa 120 associazioni islamiche. Semplicemente ci sembrava fosse un fatto secondario. Forse abbiamo fatto un errore, ma capita agli uomini di sbagliare». «La garanzia che possiamo dare è la nostra storia - continua Husein - Il centro islamico di Genova è stato fondato nel 1987 con atto notarile, anche se è attivo, per iniziativa di alcuni studenti, fin dal 1977. Siamo i fondatori del coordinamento delle associazioni extracomunitarie a Genova, componenti del consiglio territoriale dell’immigrazione a Genova e da sempre impegnati nel dialogo interreligioso». Husein ricorda di aver avviato le trattative con i francescani per la permuta dell’ex capannone industriale di Cornigliano con il suolo di corso Perrone per «dare un segnale al quartiere e alla città di essere aperti a tutte le soluzioni». «Ricordo, però - puntualizza - che noi abbiamo già un progetto approvato per la moschea a Cornigliano. Comunque siamo per continuare il dialogo e trovare una soluzione». Guerra aperta, e ieri l’assessore comunale alla Cultura Luca Borzani ha stroncato l’idea lanciata dai genovesi con sms a un dibattito televisivo e sostenuta da An: «Fare un referendum sulla moschea non è previsto dalla nostra Costituzione». Immediata la replica di Gianni Plinio: «L’assessore mente: il referendum consultivo è previsto sia dallo statuto del Comune di Genova che da quello della Regione».