La moschea al Lagaccio sorgerà sopra a una montagna di degrado

«Moschea si moschea no» è ovviamente l’argomento del momento. Leggo e sento che la disputa tra favorevoli e contrari si limiterebbe alla contrapposizione tra chi parla di «preconcetto e paura degli altri» e chi invece di «liberismo interessato». Forse, in buona parte è vero, ma sicuramente è riduttivo rispetto a tante altre componenti del «problema»; la prima e più importante di tutte è la constatazione che ci si accorge dell'esistenza di questa ampia fetta della città solo «quando - e se - serve a qualcuno».
Quel qualcuno però – a leggere ciò che dichiara – dimostra quanto bene «conosca» i luoghi di cui parla e di «essere al corrente» dei «disagi» esistenti. Evidentemente non ha mai avuto bisogno del bus 35 (che, causa frequenze, è quasi sempre ridotto ad una scatola di sardine), sicuramente possiede un box privato e quindi non ha mai «cercato» di posteggiare l’auto in zona ed a proposito di numeri «dimentica» che nei campi sportivi adiacenti «circolano» in media 6000 persone al mese. Questo solo per fare da contraltare ad «una zona tra l'altro servita da mezzi pubblici e con ampi parcheggi», «non affollata» e «terra di nessuno, un non luogo della periferia urbana». Che bello «riempirsi la bocca» parlando di «riqualificare» la zona!!! Addirittura oggi qualcuno «aggiungerebbe» un mercato, una bella boccata d’ossigeno per i pochi negozi rimasti! Che bello scoprire dei tanti sopralluoghi effettuati per «valutare la situazione»(!!!), avranno notato lo stato di abbandono delle carcasse, le tante discariche a cielo aperto, o – ancora peggio - il ponte Don Acciai che lentamente ma costantemente pare pericolosamente «incurvarsi»???
Ricorderai certamente le continue segnalazioni per l'igiene e la pulizia della zona – problema risolto anche grazie alle vostre pubblicazioni e al fattivo intervento della nuova Giunta Municipale Centro Est - dove per mesi bambini e ragazzi sono stati «costretti a convivere» con ogni sorta di rifiuto, ivi compresi materassi putrefatti dalle intemperie e dalle deiezioni degli animali.
Ovviamente il rispetto del culto (anche quello altrui) è sacrosanto ma credo che il rispetto dei cittadini forse lo sia altrettanto. Sarebbe gradito verificare che la «cortese sollecitudine» con cui si risolvono (o si tenta di risolvere) certi problemi venisse adottata «sempre e comunque» senza lasciare inascoltato «sempre e comunque» chi - vivendoci - ha «voglia di far qualcosa per il quartiere».